POSSIBILI LIMITAZIONI NELL’APPALTO INTEGRATO

12/07/2007

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Continua il lavoro della Commissione Ambiente, territorio e Lavori Pubblici (VIII Commissione) della Camera dei Deputati sullo Schema di decreto legislativo concernente modifiche al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante il codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture (secondo decreto correttivo).
Nel corso della seduta di martedì scorso 10 luglio che prosegue l’esame iniziato il 27 giugno, il relatore Tino Iannuzzi ha fatto presente che la Commissione ha svolto, nella scorsa settimana, un utile e serrato ciclo di audizioni informali sul provvedimento, segnalando altresì che sono nel frattempo pervenute alla presidenza ulteriori, significative, documentazioni inviate da diversi soggetti, che sottopone alla valutazione dei deputati interessati.
Il relatore, alla luce delle audizioni e delle documentazioni ricevute, ha fatto presente che i punti nodali emersi dall'istruttoria della Commissione sono concentrati, anzitutto, nella disciplina dell'appalto integratogiudicando, in proposito, possibile giungere ad una riscrittura della norma di cui all'articolo 53 del cosiddetto “codice appalti”, che consenta di individuare una mediazione tra le diverse posizioni in campo.

Il relatore Iannuzzi ha precisato di ritenere importante che la Commissione rifletta attentamente sulla disposizione che pone il progetto preliminare a base della gara di appalto integrato, considerando tale disposizione suscettibile di approfondimenti e, eventualmente, di parziali modificazioni, segnalando, anche, l'esigenza di affrontare la questione della tutela dei giovani professionisti e, in particolare, dei giovani progettisti, nonché di verificare con attenzione la richiesta di un possibile ampliamento dell'istituto del contraente generale, in modo che tale figura possa partecipare anche alla gestione e alla manutenzione delle opere realizzate.

Oltre al problema dell’appalto integrato di cui all’articolo 53 del Codice, il relatore fa presente, due ulteriori punti su cui indirizzare l’attenzione della Commissione e precisamente:
  • l'opportunità di individuare norme che siano in grado di favorire le piccole e medie imprese nel settore degli appalti;
  • l'esigenza di approfondire alcuni dei rilievi svolti dal sistema delle autonomie territoriali e dallo stesso Consiglio di Stato.
Successivamente al relatore Iannuzzi è intervenuto il deputato Salvatore Margotta che ha ricordato che la legge Merloni (legge n. 109/1994) venne - forse giustamente - vissuta dalle categorie interessate come eccessivamente punitiva, mentre ora il rischio può essere quello di oscillare pericolosamente su un versante opposto. È inopportuno – secondo Margiotta - porre a base di gara il progetto preliminare, demandando integralmente alle imprese il ruolo progettuale, con il rischio di produrre scarse garanzie sulla qualità dei progetti e, anche, una «mortificazione» della figura dei progettisti. Tale valutazione, a suo giudizio, è rafforzata da ragioni tecniche, poiché è evidente che lo spostamento della base di gara al progetto definitivo consentirebbe anche un maggiore rispetto delle prescrizioni relative ai lavori da realizzare, oltre che minori contenziosi, come dimostrato, peraltro, dalla recente esperienza della «legge obiettivo», in attuazione della quale l'appalto integrato - che si è sempre realizzato sul progetto definitivo - non ha sinora prodotto alcun problema significativo.

A cura di Paolo Oreto
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Arch. Davide Crovetti
03/01/2016 10:49
E' fuor di dubbio che la progettazione esecutiva lasciata all'impresa appaltatrice dei lavori costituisce un'opportunità per la stessa di abbattere per quanto possibile i costi. Ma l'applicazione corretta dei livelli di progettazione NON permette, ne al progettista esecutivo interno e tantomeno all'esterno, la variazione del progetto definitivo. L'esecutivo deve solo rappresentare il dimensionamento di quanto puntualmente già scelto e computato: ogni modifica costituisce quindi vera e propria "variante" e non puo' finire accettata con l'approvazione della progettazione esecutiva. Pur con questa garanzia, l'appalto integrato intrinicamente ha sempre comportato tale rischio, che si ora si eleva esponensialmente per A.I. da preliminare. Personalmente ritengo quindi leciti i dubbi sull'appalto integrato da preliminare, specialmente senza ulteriori specifiche norme a tutela della Stazione Appaltante. Davide McDavy
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