RELAZIONE SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI: APPROVATE LE RISOLUZIONI DI MAGGIORANZA

21/09/2007

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Lo scorso 18 settembre la Camera dei Deputati ha approvato alcune risoluzioni presentate alla relazione della VIII Commissione Ambiente sulle tematiche relative ai cambiamenti climatici. Le riflessioni presenti all'interno della relazione hanno cominciato a puntare verso azioni propositive che, partendo da una analisi della consistenza del fenomeno, sono giunte a definire le modalità con le quali la comunità internazionale e i singoli paesi possono affrontarlo.

Tutti concordi sulla tesi che il riscaldamento globale è un dato di fatto causato in buona parte dall'uomo e che il contributo dell'edilizia nei consumi totali di energia del Paese è pari a circa il 30% del totale La causa principale di questo forte dispendio di energia è da ricercarsi, principalmente, nelle mediocri prestazioni energetiche degli edifici italiani. Ma, secondo quanto afferma la relazione, i margini di miglioramento nel settore dell'edilizia sono decisamente promettenti e le azioni svolte dal Governo negli ultimi anni, nonché la crescente sensibilizzazione del popolo italiano fanno ben sperare.

Sono state, altresì, delineati alcuni accorgimenti determinanti per la riduzione delle emissioni causate dal raffreddamento e dal riscaldamento degli edifici, ed in particolare:
  • il risanamento edilizio;
  • impianti di riscaldamento e raffreddamento più efficienti;
  • sistemi passivi contro la dispersione termica (coibentazioni, vetro-camera, ecc.);
  • sistemi di illuminazione a basso consumo (lampade a risparmio energetico);
  • tecnologie dell'edilizia bio-climatica;
  • pannelli solari termici e fotovoltaici;
  • la microgenerazione eolica;
  • il rafforzamento dei requisiti di efficienza richiesti per le nuove costruzioni e l'estensione alle ristrutturazioni;
  • la certificazione energetica degli edifici da promuovere ed estendere.
Ma non è tutto, all'interno della relazione vi è la constatazione di dover monitorare continuamente la detrazione del 55% introdotta con l'ultima Finanziaria per il miglioramento energetico degli edifici, al fine di valutarne gli effetti reali, correggerne gli aspetti problematici, renderla permanente nel tempo ed ampliarne la portata. In tal senso, la speranza è che il Governo si renda finalmente conto delle eccessive diversità di applicazione delle leggi statali che, venendo recepite diversamente da regione a regione e senza alcun coordinamento, creano forte disagio tra i "consumatori energetici", i quali rappresentano la base per l'attuazione di una politica energetica intelligente. E visto che corpo senza testa non può camminare, lo Stato deve essere il primo a dare il buon esempio partendo da programmi incisivi di ristrutturazione energetico-ambientale dell'ingente patrimonio pubblico (case, scuole, uffici, caserme, impianti sportivi, carceri, sedi delle ambasciate all'estero, ecc.) coinvolgendo nel programma tutti i Ministeri e gli Enti interessati.

Interessante il paragrafo 2.4 della relazione che, partendo dalla constatazione che la quota di energie rinnovabili del nostro Paese è ancora del tutto insufficiente e che molto può essere realizzato, propone:
  • un forte potenziamento dell'utilizzo dell'energia eolica, che in Italia ha superato i 2000 MW, ma che potrebbe facilmente espandere di 3-4 volte la potenza installata;
  • un quadro più stabile per gli incentivi al fotovoltaico in modo da favorire la produzione nazionale di pannelli che al momento vengono per la metà importati dall'estero;
  • l'estensione del meccanismo del "conto energia" anche alle altre energie rinnovabili.
Ma, come afferma il documento, per spingere sulle energie rinnovabili sono necessari alcuni presupposti:
  • rendere giuridicamente certi, stabili nel tempo e aumentare considerevolmente gli incentivi allo scopo di stabilizzare la produzione, la promozione, l'installazione, nonché rafforzare la sicurezza programmatica degli investimenti;
  • ridefinire chiaramente i regimi autorizzativi per accelerare le procedure;
  • definire obiettivi ragionali concordati e vincolanti (con premi e sanzioni);
  • rendere ancora più vincolanti gli obblighi di sfruttamento di energie rinnovabili nelle nuove costruzioni e il risanamento profondo delle vecchie costruzioni.
La rivoluzione energetica necessaria passa anche attraverso una profonda rivoluzione culturale che imprima nuova spinta all'avanzamento dell'intera umanità. Il passaggio dall'economia della materia ad una economia della conoscenza e dell'informazione implica una radicale svolta culturale ed una forte accelerazione tecnologica. Le innovazioni in tutti i settori nevralgici del Paese, come anche lo sviluppo e l'impiego di nuove tecnologie, sono la chiave per mobilizzare i potenziali di riduzione dei gas serra e contemporaneamente per sfruttarne le opportunità economiche. Combattere i cambiamenti climatici significa pensare ad una seconda rivoluzione industriale, all'uscita dall'era del fossile e al passaggio ad una economia dematerializzata dove prevalgono la conoscenza e l'informazione sul consumo di energia e di materia. E per quanto riguarda il nostro Paese in particolare la qualità, la bellezza, la creatività. L'Italia in particolare ha una forte necessità di recuperare il ritardo accumulato nella costruzione di una solida filiera industriale dedicata, in particolare, alle nuove fonti energetiche, al rilancio delle fonti rinnovabili, allo studio di nuovi materiali, macchinari ed impianti ecocompatibili.
I campi promettenti su cui impegnare le Agenzie di ricerca del Paese e le Università sono tra gli altri:
  • le tecniche avanzate di risparmio energetico nei diversi settori civili e industriali;
  • le energie rinnovabili (solare termico e fotovoltaico anche polimerico, eolico, geotermico, onde e maree, biocombustibili, ecc.);
  • le nuove frontiere dell'energia come l'idrogeno e le celle a combustibile;
  • i sistemi e i materiali avanzati in edilizia;
  • i motori a bassi consumi/emissioni;
  • le tecniche di risparmio idrico;
  • la meteorologia e climatologia in tutti i suoi aspetti comprese le tecnologie satellitari di monitoraggio;
  • il carbone semi-pulito e il sequestro del carbonio;
  • il nucleare sicuro (chiusura del ciclo delle scorie e " decommissioning");
  • il nucleare da fusione e la fusione fredda.


A cura di Gianluca Oreto
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