INGLESI I PIU’ INNOVATIVI

29/10/2007

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Il WaterfrontExpo 2007, la manifestazione in cui vengono esposti e proposti i progetti relativi alla riqualificazione degli spazi ‘sull’acqua’, è stato ospitato, dal 2 al 4 ottobre, dalla città di Lisbona. Questi waterfront, quartieri di città, dotati di tutti i servizi, affacciati sul mare, sui fiumi o anche sui laghi, negli ultimi 30 anni stanno prendendo il largo tant’è che, secondo i dati raccolti da Scenari Immobiliari, si possono contare 101 interventi su aree di complessivi 13130 ettari e investimenti di circa 151 miliardi di dollari. I progetti di maggior rilevanza esposti al WaterfrontExpo sono stati due ovvero quello, firmato da Richard Rogers per il recupero dell’ex zona industriale e porto commerciale di Almada, 115 ettari posti proprio davanti a Lisbona, e quello, firmato invece da Norman Foster, per le New Holland Island a San Pietroburgo che ospiterà il WaterfronExpo del 2008.

Il progetto di Rogers, che attende solo il via libera della pubblica amministrazione, e che dovrà essere finanziato tramite un fondo immobiliare, di partecipazione pubblica e privata, creato appositamente per l’occasione, ha seguito delle “linee guida (…) come l’inclusione sociale, la sostenibilità ambientale e la qualità dell’architettura” tant’è che sarà sicuramente inserito nel tessuto urbano e non isolato e, inoltre, sarà eco-compatibile grazie al riutilizzo delle risorse idriche, al contenimento dell’inquinamento acustico ed ambientale ed ai materiali utilizzati. Il progetto prevede la costruzione di strutture miste, alte non più di dieci piani, adibite a residenza ed uffici, atte ad ospitare 9500 abitanti, un centro congressi, degli spazi verdi e delle aree per il tempo libero, spettacoli e occasioni culturali e soprattutto, trasporti ed infrastrutture, come ad esempio un tunnel di accesso che collegherà il centro ad un parcheggio e un sistema di piste ciclabili, percorsi pedonali e trasporti pubblici che rispetteranno l’impianto urbanistico preesistente e che contribuiranno a limitare l’utilizzo delle macchine.

Il progetto di San Pietroburgo di Foster, invece, i cui lavori sono già partiti due anni fa e che dovrebbero concludersi nel 2010, prevede il recupero di un’area posta al centro della città, vicino alle rive del fiume Neva, di 180 mila metri quadrati dove, la parte più impegnativa secondo Andy Bow, partner dello studio Foster + partners, è risultata quella dell’integrazione “armonica nel complesso degli elementi moderni in un tessuto che già prevedeva alcuni edifici del 700 e dell’ 800, degli ex magazzini per il legname collocati in maniera circolare, di cui abbiamo restaurato le facciate e le parti esterne per poi inserire all’interno un design moderno”. All’interno di questi magazzini verranno realizzati ristoranti, bar, spazi commerciali oltre a tre hotel, ad un’area residenziale per appartamenti, uffici, una galleria d’arte, un museo ed un parcheggio. Al centro dell’area è previsto un auditorium con una sala per concerti che può ospitare 2 mila persone, un anfiteatro da 3 mila posti ed una piattaforma galleggiante utilizzata per gli spettacoli all’aperto.

Ma al WaterfronExpo si è data importanza anche ai resoconti dei progetti già terminati o a quelli in via di realizzazione come, ad esempio, il masterplan dell’architetto Llavador per il Valencia del Mar-Marina Real Juan Carlos I che ha già ospitato, nella parte dove i lavori sono già stati completati, la 32^ edizione della Coppa America. Altro progetto i cui lavori sono appena iniziati è quello relativo al complesso di Midlleheaven a Middlebourgh a sud di Manchester, affacciato sul Mare del Nord, 2 milioni e 500 mila mq di superficie, un parco centrale molto grande e, intorno, nove edifici da 6-8 piani, oltre ad un area, direttamente affacciata sul mare, destinata a spazi per spettacoli all’aperto, ristoranti, pub, negozi e, per concludere, due case galleggianti per ospitare appartamenti, giardini pensili e terrazze sull’acqua. La particolarità di questo progetto, fortemente voluto al punto che, per evitarne il naufragio, sono stati organizzati seminari ed incontri con gli abitanti per verificare se il prodotto fosse di gradimento e abbastanza commerciale, è quella di rappresentare la più grande comunità a ‘carbon zero’ dove, quindi, riscaldamento, raffreddamento ed energia saranno interamente ricavate da un sistema di sorgenti rinnovabili, e un sistema di piste ciclabili, percorsi pedonali e un’area per il car-sharing che contribuiranno a limitare l’emissioni inquinanti e a rendere l’area un ambiente sostenibile. Si è poi parlato del Bahrain Bay che sta sorgendo su un arcipelago totalmente artificiale di 349 mila mq sull’isola di Bahrain nel Golfo Persico e di cui già più della metà è stato realizzato.

I progetti già realizzati si riferiscono, invece, al Portogallo, dove in Algarve è stato realizzato il Vilamoura, complesso residenziale di lusso, all’Australia, dove vicino a Perth è stato riqualificato il porto commerciale del Fremantle Waterfront, e al fronte fluviale destro del Danubio, nei pressi di Vienna, dove sono state recuperate ampie aree tra cui le ex zone industriali riutilizzandole in parte per uso residenziale ed in parte per uso direzionale.

Il filo conduttore di tutti questi progetti resta, comunque, come già si accennava in precedenza, la sostenibilità in tutti i suoi aspetti e, quindi, materiali eco-compatibili, fonti di energia rinnovabili, recupero delle risorse idriche, riduzione delle emissioni inquinanti e riduzione dell’inquinamento acustico. Da sottolineare, infine, che non è solo il design il fulcro dell’attenzione: secondo Paul Scott, managing director di WaterfrontExpo Ltd, in manifestazioni di questo tipo, che ha avuto la sua prima edizione a Londra 5 anni fa, “c’è l’opportunità di incontro tra amministrazioni locali, addetti ai lavori e investitori per creare una rete di contatti e allo stesso tempo scambiarsi idee, esperienze e informazioni su quello che accade a livello internazionale in un ambito così specifico del Real estate come quello della progettazione delle location sull’acqua”. Aggiunge, infine, Philip Herecourt, a capo del settore progetti di recupero di Coliers Cre in Gran Bretagna, a proposito delle valutazioni specifiche che implica un progetto da realizzare sull’acqua, “accanto alla valore di design e architettonico conta anche l’approccio verso gli investitori per spiegare cosa vuol dire pianificare oggi un’area waterfront, dove è necessario tenere conto di elementi come i cambiamenti climatici in atto, lo studio di protezioni contro il livello di mare e fiumi ed i rischi di inondazione, a cui vanno aggiunte altre questioni comuni a tutte le operazioni di investimento, come i rapporti e i finanziamenti con le amministrazioni locali, le prospettive di rendimento e la visione unitaria degli interventi in una determinata area”.

A cura di Paola Bivona
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