ALLA CAMERA UN DDL PER LA LORO VALORIZZAZIONE

11/10/2007

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In Italia ci sono circa 3000 negozi storici: sono negozi o botteghe artigiane che posseggono il valore aggiunto della storia e della tradizione e che, fondati da diversi decenni, vengono portati avanti dai fondatori o dagli eredi con particolare dedizione.
Per citare degli esempi: il ristorante del Cambio a Torino con oltre due secoli di vita, il laboratorio della famiglia Fiumi (oggi Grimoldi) a Milano fondata nel 1867.

Il censimento di tali negozi storici è stato gestito direttamente dalle Regioni con apposite leggi, delibere e piani di sviluppo. A luglio scorso, poi, su proposta dei deputati Antonio Rugghia, Giacomo Stucchi e Antonio Mazocchi è stato approvato alla Camera un disegno di legge per la valorizzazione degli antichi mestieri: questo per rendere univoca la definizione di "bottega storica" poiché ad oggi ogni regione ed ancor di più ogni comune ha la sua. Solo in Lombardia, ad esempio, esistono tre tipologie di negozio storico: regionale, locale e di storica attività, per non tenere in considerazione altre regioni come il Veneto, la Liguria, il Lazio ed il Friuli Venezia Giulia nelle quali l'attività viene considerata come storica se possiede tra i 40 ed i 70 anni.

Il disegno di legge, inoltre, mette sotto la tutela dell'articolo 117 della Costituzione i negozi storici quali beni culturali ed introduce presso il ministero dello Sviluppo economico un fondo nazionale dotato di 40 milioni di euro per gli anni 2007, 2008 e 2009 e tale fondo, se il disegno di legge dovesse trasformarsi in legge, verrebbe ripartito tra le regioni che a loro volta lo girerebbero ai comuni.
Una quota di tale fondo, poi, potrà essere utilizzato sia per l'affitto che per il restauro dell'immobile.

Dal 1976, infine, è stata costituita un'associazione locali storici di Italia che ha lo scopo di divulgare i negozi storici. Secondo il direttore di questa associazione, Claudio Guagnini, i soci devono avere un'attività che conservi l'atmosfera del tempo, oltre che gli arredi ed i cimeli, deve possedere almeno 80 anni, seppur non continuativi. Ad oggi tale associazione ha in attivo 222 soci e l'ammissione alla stessa è pari al 10% delle richieste effettuate: ciò significa, quindi, che solo 1 su 10 entra a far parte di questa "comunità".

A cura di Paola Bivona
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