PENALE PER IL PONTE E TROPPA BUROCRAZIA

23/10/2007

1.942 volte
Si è conclusa sabato scorso la Conferenza nazionale “Opere pubbliche: sviluppo, trasparenza, tutela del lavoro”, voluta dal Ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro e organizzata a Napoli, presso il Maschio Angioino, con la collaborazione di ANAS e Ferrovie dello Stato.
La conferenza è iniziata con la relazione del Ministro Antonio Di Pietro. “Obiettivo di questa manifestazione - ha dichiarato il Ministro Di Pietro - è discutere in maniera concreta come si possa coniugare lo sviluppo delle opere pubbliche con un rafforzato rispetto della legalità e una particolare attenzione alla sicurezza del lavoro. In questo primo anno e mezzo di Governo è già stato fatto tanto, e mi riferisco in particolar modo ai decreti correttivi e al Regolamento del Codice dei contratti, ma ancora molto può essere fatto”.

Nel corso della conferenza il Ministro non ha risparmiato critiche a quell’ala della maggioranza (Verdi - Pdci) che, per bocca del relatore del decreto legge, Natale Ripamonti collegato alla Finanziaria 2008 ha proposto con un emendamento la cancellazione della Spa pubblica incaricata di appaltare il Ponte sullo Stretto.
Le critiche del Ministro nascono dalla considerazione che la cancellazione della Società implicherà, in modo del tutto automatico, la rescissione del contratto per il Ponte già firmato con la cordata vincitrice (capofila Impregilo) con un costo di circa 150 milioni di euro di spese e di circa 300 milioni di euro di penali.
Il Governo - ha ricordato il Ministro - aveva, invece preferito congelare il contratto e dirottare i fondi su nuove opere in Sicilia e Calabria.
Il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, a differenza del Ministro delle Infrastrutture Di Pietro,crede che: “La società non ha più ragion d’essere ma va recuperato il suo know how per progettare le mille opere utili alla mobilità nell’area dello Stretto”.

Sempre durante la conferenza il Ministro Di Pietro ha inviato importanti segnali di apertura, sia sulla project financing che sul subappalto precisando, per quanto concerne il subappalto che “Con tutte le cautele con cui abbiamo circondato questo istituto si può anche pensare di alzare il limite dal 30 al 50%”. Sul problema del project financing ha ascoltato, con attenzione, i costruttori che chiedono di superare la perdita del diritto di prelazione per il promotore con una semplificazione e precisamente quella di “Una gara unica in cui i concorrenti si sfidano presentando un progetto preliminare - ha spiegato il presidente, Paolo Buzzetti - da sviluppare poi attraverso il dialogo con l`amministrazione”.

Alla Conferenza è, anche, intervenuto il Presidente dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture Luigi Giampaolino che ha manifestato “La preoccupazione di una eccessiva burocratizzazione della materia degli appalti pubblici alla quale occorrerebbe fornire invece linee di scorrimento di agile percorribilità e non una disciplina dettagliata e ostacolante”.
Giampaolino ha sollevato il problema della iper-regolamentazione del settore delle opere pubbliche ai cui rischi di ingessamento l’Autorità, proprio in quanto organismo di gestione di regole del mercato, si è dimostrata sensibile, per evitare che ci si trovi ad operare in un contesto di disciplina dove il garantismo soffoca l’efficienza. .

A cura di Paolo Oreto
© Riproduzione riservata



PARTECIPA ALLA DISCUSSIONE

Esprimo il consenso al trattamento dei dati personali ai sensi della normativa vigente e secondo le finalità illustrate nell'informativa