RILANCIARE LE OPERE PUBBLICHE

26/10/2007

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Alla presenza del Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi e di circa 300 partecipanti, il 23 ottobre scorso si è svolto allo “Spazio Etoile” di Roma il Forum OICE dal titolo “Rilanciare le opere pubbliche. Realizzare una grande opera in tre anni uniformandosi ai paesi più avanzati”.
Nella mattina ha avuto luogo la tavola rotonda su “Innovare le regole per le grandi opere: progettazione, finanziamenti, esecuzione”, moderata dal Vice Presidente OICE Braccio Oddi Baglioni, cui hanno preso parte: Pietro Ciucci, Presidente ANAS, Anna Donati, Presidente Commissione Lavori Pubblici del Senato, Tino Iannuzzi della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati, Marcello Mauro, Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Gianfranco Pizzolato, Vice Presidente CNAPPC (Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori), Paolo Stefanelli, Presidente Consiglio Nazionale degli Ingegneri.

La tavola rotonda del pomeriggio era incentrata sul tema “Una nuova politica per le opere pubbliche in Italia”. L’incontro, moderato dal Presidente OICE Nicola Greco, ha visto la partecipazione di: Federico Bortoli, Amministratore Delegato Roma Metropolitane, Paolo Bozzetti, Presidente ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili), Luigi Giampaolino, Presidente Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, Renato Casale, Amministratore Delegato Italferr, Maurizio Rotondo, Responsabile Area Tecnica ed Affari Internazionali AISCAT (Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori), Marco Recalcati, Direttore Generale UniCredit Infrastrutture.

Queste in sintesi le proposte OICE:
  • Meno progettazione e più programmazione e controllo
    • ammettere la progettazione “interna” soltanto nei casi di effettiva e provata capacità tecnica e professionale delle stazioni appaltanti;
    • vietare alle stazioni appaltanti di subaffidare parti della progettazione;
    • spostare l’incremento del 2% a favore dei tecnici delle amministrazioni dall’attività di redazione dei progetti a quella di programmazione e di controllo dell’iter realizzativo, premiando l’efficienza;
    • disincentivare la creazione di società di scopo che abbiano ad oggetto lo svolgimento di attività progettuale e, comunque, limitarle a quanto stabilito dalla giurisprudenza della Corte di giustizia europea in materia di “in-house”, con divieto assoluto di operare sul mercato in quanto affidatarie dirette di attività da parte dei soggetti che le hanno costituite.
  • Revisione della disciplina dell’appalto integrato e messa a regime della validazione dei progetti
    • eliminare la possibilità di affidare l’appalto integrato sulla base del progetto preliminare;
    • ammettere il ricorso all’appalto integrato esclusivamente per situazioni di particolare complessità;
    • stabilire il principio dell’obbligo di associazione o individuazione di un progettista, salva la dimostrazione, da parte dell’impresa di costruzione, del possesso dei requisiti progettuali attraverso propri tecnici interni;
    • mettere a regime le norme sulla validazione dei progetti, creando un mercato di “validatori” in linea con le norme europee.
  • Innalzamento della qualità progettuale: ripristinare la possibilità di scelta degli offerenti fra i candidati all’affidamento nelle procedure ristrette (c.d. forcella).
  • Anomalia del prezzo e tariffe professionali delle prestazioni di ingegneria e architettura
    • messa a punto di una nuova metodologia di calcolo delle prestazioni di ingegneria e architettura, basata sulla prassi internazionale e strettamente rapportata alla consistenza degli elaborati da fornire al committente, al cronoprogramma delle attività e al costo del personale impiegato;
    • definizione, per legge, degli elementi di valutazione delle offerte quando si aggiudica con il criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa e indicazione dei “pesi” da attribuire a ogni elemento, variabili da un minimo a un massimo (ad esempio per il prezzo da min. 5 a max. 20);
    • utilizzo del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa per l’affidamento di incarichi professionali che hanno ad oggetto “organismi edilizi” e comunque interventi caratterizzati da multidisciplinarietà e complessità tecnologica e impiantistica; conseguente limitazione del criterio del massimo ribasso, utilizzabile soltanto, previa motivazione, nei casi diversi da quelli che giustificano il ricorso all’offerta economicamente più vantaggiosa;
    • modifica delle formule di attribuzione dei punteggi relativi al prezzo, in maniera che i ribassi dei concorrenti siano rapportati al ribasso medio o al “ribasso soglia”;
    • definizione di una metodologia di valutazione delle offerte anomale che sia in grado, attraverso dettagliate giustificazioni di prezzo, di valutare le ragioni sulle quali si fondano i ribassi anomali;
    • individuazione, da parte delle stazioni appaltanti, dell’oggetto delle attività da affidare con maggiore dettaglio rispetto a quanto avviene oggi, mettendo a punto capitolati prestazionali più accurati e definiti.
  • Appalti di lavori pubblici/Superamento del sistema del prezzo più basso (la provocazione del “target price”): consentire la formulazione delle offerte da parte dei concorrenti sulla base dei dati progettuali, ma senza che essi conoscano il prezzo a base di gara; ammettere l’aggiudicazione degli appalti anche ad offerte in aumento rispetto al prezzo che l’Amministrazione e solo essa conosce, con adeguata motivazione in ragione delle eventuali offerte migliorative.
  • Il ricorso al Project and Construction Management (PMC) come fattore di efficienza ed economicità: prevedere l’obbligo di affidamento di attività di PMC, come assistenza alle stazioni appaltanti, per le grandi infrastrutture e per gli appalti di importo superiore ai 100 milioni di euro.
In allegato:
  • Studio OICE “Procedure e tempi di esecuzione delle grandi opere nei paesi industrializzati. Studio comparato delle procedure più efficaci per la realizzazione delle opere pubbliche in Francia, Germania, Inghilterra e Spagna”
  • “Progettare e realizzare infrastrutture in Italia: le proposte OICE per uniformarsi alle procedure più efficaci dei paesi industrializzati”
Fonte: www.oice.it
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