LEGISLAZIONE SULLE OO.PP. COMPLESSA E STERMINATA

21/11/2007

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Si è svolta il 12 e 13 novembre scorso presso a Roma, la XVIII Tavola Rotonda con il Governo Italiano, “ Risanamento, competitività, sviluppo ed equità: governo, opposizione ed imprese a confronto”.
La manifestazione, è l'evento di maggior prestigio di Business International, che mette a confronto gli esponenti di spicco del Governo, il top management e gli imprenditori più rappresentativi del comparto industriale nazionale sui temi di maggiore criticità dell'economia italiana e si svolgerà in due momenti:
  • il primo dedicato agli interventi dei Ministri per illustrare le singole linee programmatiche;
  • il secondo, replicando il successo della passata edizione, con dibattiti ed interviste condotti da giornalisti ed esperti del settore.
Alla Tavola rotonda che dal 1988 è l’evento annuale, promosso con il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che riunisce il Governo, l'Opposizione, le Parti Sociali e la Business Community italiana attorno ai principali temi legati allo sviluppo economico del Paese ha partecipato anche il Presidente dell’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture Luigi Giampaolino che nel suo intervento ha precisato che "La politica non può non essere chiamata in causa per la vastità e la complessità della legislazione in materia di opere pubbliche, con particolare riguardo ai costi e alle lungaggini".
"Siamo in presenza - ha spiegato Giampaolino - di una legislazione nazionale sterminata, di circa 700 norme, con riferimento solo ai testi principali di Codice e Regolamento, alla quale occorre aggiungere le leggi regionali di ben 19 Consigli regionali e 2 Consigli Provinciali che possono legiferare in materia. Si tratta - ha continuato - pertanto, di una legislazione vasta e in alcuni casi sovrapposta, sia per le diversità ed i contrasti che possono aversi tra quella regionale e quella nazionale, sia per i problemi che si pongono sulla compatibilità di talune di queste norme con la normativa comunitaria, che può portare - come di recente avvenuto presso il TAR Lazio - ad una disapplicazione delle norme o ad una remissione di esse alla Corte di Giustizia Europea".

"Si tratta, inoltre - sempre a giudizio di Giampaolino - di una legislazione percorsa da un irrisolto conflitto di fondo tra la tutela delle pubbliche risorse e il corretto agire delle pubbliche amministrazioni da una parte e dall’altra la tutela del mercato e delle imprese, che appare l’ottica preferita dalla visione e dalla normativa comunitaria".
In merito alla responsabilità delle imprese, il Presidente Giampaolino, prendendo spunto da alcuni interventi al dibattito, ha convenuto che "il problema principale delle opere pubbliche è costituito dalla progettazione che coinvolge anche le imprese, ora che esse sono chiamate a ruoli determinanti, a seguito dell’introduzione di istituti che proprio la normativa europea ha favorito e previsto, come l’appalto integrato ed il dialogo competitivo".
"In ogni caso - ha concluso – il problema fondamentale rimane quello di una pubblica amministrazione che sappia controllare il progetto rimesso anche alla responsabilità delle imprese. Per questo aspetto, politici ed imprenditori sono accomunati nella medesima responsabilità".

A cura di Paolo Oreto
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