IL BUG NELLE GARE D’APPALTO

23/11/2007

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Recentemente la Regione Siciliana ha emanato la legge regionale 21/08/2007 n. 20 con cui, tra l’altro, vengono, ancora una volta, modificati i criteri di aggiudicazione degli appalti.
Tali criteri, rilevabili nell’articolo 21 della legge n. 109/1994 nel testo recepito con la legge regionale n. 7/2002, che in origine erano identici a quelli della norma nazionale, con la ricerca delle offerte anomale in misura del 10% delle offerte di maggiore e del 10% di quelle di minore ribasso, hanno subito una prima modifica con la la legge regionale 29/11/2005, n. 16 con cui veniva cambiato il sistema di scelta delle offerte di maggiore e minore ribasso da escludere aumentando la percentuale di tali offerte dal 20% al 50% ma con ali diverse funzione di un numero da sorteggiare da 11 a 40.

La Regione Siciliana, non soddisfatta della prima modifica, ha nuovamente cambiato, recentemente, con la legge regionale n. 20/2007, il criterio di aggiudicazione, aggiungendo al sistema di cui alla precedente legge n. 16/2005 la somma o la sottrazione dello scarto aritmetico in funzione del numero sorteggiato.

Orbene, in questa corsa a modificare i criteri di aggiudicazione, probabilmente non si è posta molta attenzione che quest’ultima soluzione, in taluni casi (principalmente in quelli con numero sorteggiato pari a 40), avrebbe generato l’impossibilità di aggiudicare le gare e, quindi, un “bug”. Prassi giuridica avrebbe voluto l’immediata modifica della legge per mezzo di una nuova legge invece, la Regione ha emanato soltanto una circolare in data 3/10/2007 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Regione n. 48 del 6/10/2007 in cui è precisato che “ove il decremento dello scarto aritmetico fra le offerte di maggior ribasso rispetto alla media delle offerte rimaste dopo l'esclusione fittizia del numero percentuale di offerte di minore e maggiore ribasso, …., determini valori tali da non consentire l'individuazione dell'offerta cui aggiudicare la gara, potrà essere ripetuta immediatamente la procedura finalizzata alla determinazione della media di riferimento di cui alla suddetta norma”.

In allegato alcuni esempi nel caso di 10, 20, 30 e 40 imprese partecipanti con i criteri nazionali e delle due leggi regionali n. 16/2005 e n. 20/2007.

A cura di Paolo Oreto
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