ARBITRATI NO, ARBITRATI SI, ARBITRATO NI

30/11/2007

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Soluzione di compromesso per gli arbitrati.
La Commissione ambiente della Camera dei Deputati nella seduta del 21 novembre scorso ha affrontato il problema relativo all’articolo 138 della legge Finanziaria 2008 e dall’esito della seduta si profila una soluzione parlamentare di mediazione.
Il Relatore Salvatore Margiotta(PDU-U) ha, inizialmente, sottolineato che intendeva soffermarsi sul contenuto dell'articolo 138, che reca disposizioni in materia di arbitrato per le pubbliche amministrazioni, gli enti pubblici economici e le società pubbliche, il quale - di fatto - vieta gli arbitrati in relazione ai contratti pubblici aventi ad oggetto lavori, forniture e servizi, e, in particolare, impedisce l'inserimento di clausole compromissorie in tutti i contratti ovvero, relativamente ai medesimi contratti, la sottoscrizione di eventuali compromessi.
Al riguardo, Margiotta, ha riconosceìiuto che tale articolo risulta piuttosto controverso, poiché si basa su una posizione fondata del Governo, esplicitamente illustrata nella relazione introduttiva, ma che investe anche profili di una certa delicatezza ed ha ricordato, peraltro, che l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici ha inviato una apposita segnalazione al Parlamento su tale argomento, esprimendo talune perplessità sulla disposizione in questione. Sull’argomento Margiotta conclude giudicando, pertanto, opportuno prospettare una possibile soluzione alternativa, che, in luogo della totale soppressione dell'istituto, preveda di demandare tutte le questioni alla Camera arbitrale, ivi inclusi i poteri di nomina del terzo arbitro e di regolazione delle tariffe, in modo che sia fissato un apposito tetto ai compensi.

Sulla stessa lunghezza d’onda Franco Strabella(FI) che ha precisato l’opportunità di prestare la massima attenzione all'articolo 138 del disegno di legge finanziaria, che prevede la totale eliminazione degli arbitrati, segnalando che la soluzione individuata con tale testo rischia di creare seri problemi all'ordinato funzionamento dei lavori infrastrutturali e, in particolare, di mettere una vera e propria “pietra tombale” sui vigenti istituti di partecipazione dei privati al finanziamento di opere pubbliche. A tal fine, auspica l'individuazione di scelte alternative, che evitino di accogliere, in modo semplicistico, l'idea di una completa abolizione dell'istituto arbitrale.

Sembra, quindi, chela possibile soluzione sia quella di rimodellare la normativa vigente, demandando tutte le questioni alla Camera arbitrale inclusi i poteri di nomina del terzo arbitro e di regolazione delle tariffe in modo che sia fissato un tetto ai compensi.
Tale soluzione sarà possibile attraverso un emendamento predisposto da Paola Mariani del Partito democratico, sottoscritto da altri esponenti della maggioranza ma sul quale concorderebbe, anche, l’opposizione che, dal suo canto, h presentato alcuni emendamenti soppressivi dell’articolo 138 e che lascerebbero uìinalterata la situazione attuale.
Con l’emendamento del Partito democratico verrebbe ripristinati il cosiddetto arbitrato amministrato dalla Camera arbitrate, contenendo, così, anche i fenomeni evidenziati dall’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. ”.

A cura di Paolo Oreto
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