CALANO GLI ACQUISTI DELLE CASE

08/11/2007

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Gli italiani diventano più pessimisti sul futuro dei loro risparmi e le ristrettezze economiche aumentano, tanto che nell'ultimo anno le famiglie in difficoltà sono state quasi quattro su 10 e la fetta di coloro che sono riusciti a mettere soldi da parte si è assottigliata. A farsi sentire sono anche gli effetti della crisi dei mutui Usa, che sembrano aver indotto molti investitori ad allontanarsi dal tanto amato “mattone”. A scattare la fotografia sulla situazione degli italiani e il risparmio è stata l’Acri (l’Associazione delle Casse di Risparmio Italiane e delle Fondazioni di Origine Bancaria).
Le 1.000 interviste condotte mostrano come la debole svolta ottimista del 2006 sia svanita e aleggi quindi un “pessimismo quasi rassegnato” con poche speranze in un rapido cambio di condizioni.
E se anche nel 2007 la maggior parte degli italiani (il 51%) si considera soddisfatta della propria situazione economica personale, questa fetta è diminuita rispetto allo scorso anno (53%), ma soprattutto rispetto al 2001 (65%). Aumentano inoltre le famiglie che faticano a mantenere il proprio tenore di vita (il 46% contro il 42% del 2006) e si riducono quelle che riescono a mantenerlo senza particolari problemi (25% contro il 28%).
Il segnale di preoccupazione è rafforzato anche dal minor numero di persone ottimiste riguardo a un miglioramento complessivo nei prossimi tre anni: i pessimisti quest’anno sono saliti dal 36% al 46%, mentre gli ottimisti sono scesi dal 46% al 34%.

Analizzando in particolare le tendenze al risparmio, si nota che il 38% delle famiglie è in difficoltà (32% nel 2006) e si riduce sempre più la quota di coloro che riescono a risparmiare (appena il 33%, contro il 37% dello scorso anno e il 48% del 2001) e al tempo stesso cresce il numero di coloro che non riescono a vivere tranquilli se non mettono da parte qualcosa (il 43% contro il 26% nel 2001).

Inoltre dal 2001 ad oggi sono più che raddoppiate (al 27%) le famiglie che ricorrono a prestiti o intaccano i risparmi accumulati. Quanto alla destinazione dei propri “gruzzoletti”, si conferma la propensione alla liquidità, che caratterizza quasi due italiani su tre anche a causa della scarsa fiducia nei regolamenti a tutela del risparmio. In pole position tra le diverse forme di investimento campeggia sempre “il mattone”, ma per la prima volta dal 2001 si assiste all’arresto del trend di crescita e dal 70% delle preferenze per gli acquisti di case si è passati al 55%. Tra le cause di ciò anche il timore per la crisi dei mutui Usa, anche se il presidente dell’Acri Giuseppe Guzzetti assicura che sui subprime “in Italia siamo al riparo”.

Fonte: www.demaniore.it © Riproduzione riservata



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