ALLA CAMERA INIZIA L’ESAME DELLE COMMISSIONI

09/11/2007

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E’ iniziato lo scorso giovedì 7 ottobre l’esame da parte delle due commissioni congiunte giustizia (II commissione) ed attività produttive (X commissione) della camera l’esame dell’ultimo testo di disegno di legge sulle professioni presentato dai due relatori di maggioranza Pierluigi Mantini e Giuseppe Chicchi.
Il relatore per la II commissione Pierluigi Mantini evidenzia come la proposta di testo unificato tenga ampiamente conto, oltre che del disegno di legge governativo, anche di tutte le proposte di legge abbinate, delle indicazioni emerse nel corso del dibattito avutosi nelle precedenti riunioni di commissione ed anche dei lavori svolti nel corso della precedente legislatura.

La proposta si differenzia strutturalmente dal disegno di legge n. 2160 del Governo: mentre questo è formulato come una legge delega, il primo è costituito da una serie di principi fondamentali che regolano la materia delle professioni nonché da principi specifici diretti ai consigli nazionali delle categorie professionali, ai quali spetta il compito di adottare il nuovo ordinamento di categoria, sul quale si prevede l'approvazione con regolamento del Governo, che ne verifica la conformità con i principi specifici, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari.
Sottolinea, comunque, che anche la proposta di testo unificato prevede delle deleghe legislative su alcune specifiche materie, come ad esempio quella relativa alla disciplina delle società tra professionisti.

Ma, ovviamente, non potevano mancare le osservazioni del Governo che sono arrivate dal sottosegretario Luigi Scotti che mette in luce le contraddizioni della riforma delle professioni predisposta dai due relatori di maggioranza Mantini e Chicchi; il sottosegretario Scotti nel corso della seduta della commissione si è soffermato su alcune questioni emerse dalla lettura della proposta di testo unificato dei relatori, riservandosi di intervenire in maniera più dettagliata in una prossima seduta.
In primo luogo ha osservato che all'articolo 3, comma 1, lettera f), si prevede opportunamente il principio della unificazione in un solo ordine o albo professionale delle professioni intellettuali affini, ma non è ben chiaro quale sia il soggetto chiamato ad attuare tale principio, considerato che non si tratta di un principio di delega, quanto piuttosto di un principio fondamentale che finisce per essere diretto al legislatore nonché agli organi con potestà normativa secondaria.
Inoltre ha, anche, osservato come nella proposta di testo unificato venga prevista l'istituzione di nuovi ordini professionali, nonostante che vi sia una generale condivisione dell'esigenza di ridurre gli ordini esistenti.
Il sottosegretario, ritenendo che non sia sufficientemente chiara la distinzione tra i principi fondamentali di cui all'articolo 3 ed i principi specifici previsti dall'articolo 4, ha, anche, evidenziato l'opportunità di accorpare le due categorie di principi contenute nella proposta di testo unificato.
Ha osservato, infine, che dalla proposta di testo unificato non appare sufficientemente chiara la distinzione tra ordini ed associazioni professionali, per cui sarebbe opportuno effettuare delle precisazioni sul punto.

Giuseppe Chicchi ha precisato che il sottosegretario Scotti “ha consegnato una memoria con alcuni rilievi al testo da noi presentato, inquadrandolo però in un giudizio di disponibilità del governo a lavorare a un nuovo impianto per le professioni attraverso una legge di principi e l’autonormazione”.
Sembra quindi che il nuovo testo non avrà vita facile anche in considerazione degli attacchi già pervenuti da parte dell’opposizione e precisamente da Maria Grazia Siliquini componente della II commissione e responsabile dell’ufficio libere professioni di An, infatti, in un comunicato stampa del 25 ottobre scorso ha precisato che “Il testo proposto dai relatori della maggioranza ieri in commissione giustizia sulla riforma delle professioni è pura propaganda elettorale”.
Ma anche il CUP, guidato da Raffaele Sirica, si è riunito il 7 ottobre scorso delineando le mosse future nei confronti di governo e parlamento in merito sia al nuovo testo Mantini-Chicchi sia in riferimento al decreto legislativo di recepimento della direttiva qualifiche già approvato dal governo ed in attesa di pubblicazione sulla gazzetta ufficiale; e sempre il CUP ha risposto alla sollecitazione che Mantini aveva inviato con una lettera aperta precisando che “Il CUP ha dato mandato al Consiglio direttivo per chiedere un confronto con il governo ed il parlamento per definire un iter condiviso di riforma del settore.”.

Sembra, quindi, che si tratti se non proprio di una guerra aperta, certamente di una prima fase di scaramucce che porterà sicuramente ad un duro scontro. ”.

A cura di Paolo Oreto
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