MESSA IN SICUREZZA DEGLI EDIFICI SCOLASTICI

16/11/2007

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La Regione Sicilia ha varato, nei giorni scorsi, il piano triennale per l’edilizia che prevede la messa in sicurezza della maggior parte degli edifici scolastici della regione. Da un rapporto di Legambiente, infatti, è risultato che la Sicilia è la penultima tra le regioni meridionali in termini di adeguamento alle norme in materia di sicurezza tant’è che solo il 12,79% degli edifici possiede il certificato di prevenzione incendi. L’adeguamento è, quindi, previsto per circa 900 scuole in tre anni con una spesa di circa 130 milioni di euro che, in parte, proverranno dal buono scuola per le famiglie che, di fatto, non verrà più erogato, mentre dal 2010 si provvederà alla costruzione dei nuovi edifici.

L’assessore regionale alla pubblica istruzione, Nicola Lenza, ha sottolineato l’impegno gravoso a cui si sta sottoponendo la Regione per l’adeguamento precisando che i Comuni hanno redatto un’analisi del fabbisogno edilizio scolastico che ha permesso di stilare un’anagrafe scolastica fondamentale per la pianificazione dei lavori da affrontare. Il piano in questione, depositato al ministero della Pubblica istruzione il 24 ottobre 2007, è in lavorazione da aprile quando, cioè, l’assessore Leanza ha firmato il primo bando di interventi per 25 milioni (5 milioni per le opere di completamento di progetti approvati e per l’eliminazione di doppi turni e locazioni e 20 milioni per interventi per l’adeguamento degli impianti elettrici e antincendio) e la cui istruttoria dovrebbe completarsi entro la metà di dicembre con la firma dei decreti di finanziamento. Questo bando, afferma inoltre l’assessore, è servito per la compilazione di una ‘graduatoria che permetterà di finanziare gli interventi per il 2007 e verrà utilizzata anche nei prossimi tre anni: non sarà necessario affrontare ulteriori percorsi burocratici, ma si potranno stanziare immediatamente le risorse che si renderanno disponibili.

I fondi, come già accennato, verranno recuperati sia dalle casse della Regione, per un importo di 75 milioni, di cui una parte verrà prelevato dal capitolo del buono scuola, sia direttamente dal ministero, per un importo di 25,4 milioni di euro, sia dai fondi per l’edilizia scolastica previsti nel Fesr, asse vivibilità dei centri urbani, e nel Pon.
Per l’assegnazione delle risorse alle varie province, invece, ha spiegato Patrizia Monterosso, dirigente dell’assessorato regionale alla Pubblica istruzione, sono stati seguiti dei criteri legati, soprattutto, all’anno di costruzione, all’esistenza di doppi turni, all’ insicurezza degli edifici. Sottolinea, inoltre, che per quegli enti locali che non hanno provveduto ad inviare le informazioni richieste, sono stati inviati dall’assessorato stesso degli ingegneri che espletassero il compito richiesto, soprattutto perché gli interventi triennali riguarderanno tutti gli edifici inseriti nell’anagrafe dell’edilizia scolastica, ad esclusione degli edifici in affitto, dato che lo vieta la legge. Afferma il segretario regionale della Flc Cgil Sicilia, Giusto Scozzari, infatti, a seguito di una ricognizione effettuata nel 2006, a Palermo su 62 istituti superiori, 15 sono risultati in affitto mentre a Catania, su 69 istituti, il risultato è stato di 48 edifici in affitto: oltre, quindi, alle spese vive di locazione, questi istituti sono ospitati in edifici costruiti non con questa destinazione d’uso e, di conseguenza, non a norma per il settore scolastico. La soluzione al problema sarebbe la costruzione di nuovi edifici, cosa di cui si potrà parlare solo alla fine del piano triennale, in modo da non dover impegnare ulteriori somme che, di fatto, la Regione sta semplicemente spostando da un capitolo all’altro, ovvero dal buono scuola all’edilizia, e soprattutto perché l’assessore Leanza ha già presentato un disegno di legge all’Assemblea regionale che prevede la costruzione di nuovi edifici in project financing.

A cura di Paola Bivona
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