III RAPPORTO SUL MERCATO IMMOBILIARE 2007

03/12/2007

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Mercato immobiliare in stabilizzazione con, all’orizzonte, anche una possibile leggera flessione dei prezzi. Le quotazioni delle abitazioni risultano infatti pressoché stabili mentre si registra una flessione delle compravendite con punte superiori al 10% nei grandi centri urbani.
Il 2007 - secondo i dati forniti nel terzo rapporto dall'Osservatorio sul mercato immobiliare di Nomisma - si sta per chiudere all'insegna di un incremento dei prezzi su base semestrale del 2% (del 5,1% su base annuale), il valore più basso dal 1998, e di un calo delle compravendite del 3,3%.
Il tutto in linea con un trend al ribasso iniziato nel 2004. Aumentano infatti i tempi medi di vendita delle abitazioni a circa 5,6 mesi e lo sconto praticato in sede di trattativa che, nel residenziale, si attesta all'11,6%.
Tutti indicatori che fanno prevedere, secondo l'Osservatorio Nomisma, un 2008 di “ulteriore contrazione dell’attività transattivi” e di crescita contenuta dei prezzi senza però escludere flessioni nelle grandi aree urbane. Il mercato immobiliare italiano sembra accusare gli effetti dell'andamento dei mercati finanziari, dell'aumento del costo del denaro e, in parte, della crisi dei mutui subprime americani.
Secondo il presidente di Nomisma, Gualtiero Tamburini, “la crisi americana si è innestata in una situazione di rallentamento fisiologico già in atto” che va ad incidere “solo sulle aspettative degli operatori”. “Il mercato nazionale non corre pericolo in quanto il tasso di insolvenza delle famiglie è su livelli stabili e gli istituti di credito hanno sempre adottato un atteggiamento prudente nell'erogazione dei mutui”.

Le consistenze dei mutui in essere per il settore immobiliare (pari a 405,6 miliardi a giugno 2007) - sottolinea il rapporto Nomisma - sono infatti aumentate rispetto all'anno precedente dell'11,4%, ma con una percentuale “nettamente inferiore” rispetto agli ultimi tre anni (un calo attorno al 7%). Sarebbe dunque l'avvio di un trend, definito riflessivo, ancora più chiaro alla luce dei dati sulle nuove erogazioni.
“A giugno 2007 - si legge nello studio - il capitale preso a prestito a sostegno dell’acquisto di immobili è cresciuto solamente dell’1,2% rispetto allo stesso periodo del 2006”. I dati Nomisma parlano di un rallentamento delle compravendite che non si registrava da nove anni.
Per il 2008 l'Osservatorio prevede si tornerà “sotto la soglia delle 800 mila unità compravendute”. Mentre per il fronte prezzi, Tamburini esclude ci siano le condizioni per una flessione, attesa invece dagli operatori del settore.
“E' la tendenza storica delle quotazioni ad escludere una flessione apprezzabile dei valori medi, mentre è logico prevedere una stabilizzazione”. E' previsto quindi un incremento medio dei prezzi attorno al 2,5-3%, in linea con il 2007.
Per la prima volta Nomisma ha analizzato anche il mercato della locazione che interessa circa il 19% delle famiglie (4,3 milioni). Negli ultimi trent'anni, la percentuale di italiani che vive in una casa in affitto è passata da oltre il 40% al 18,8%. Ciò significa che circa il 72% delle famiglie è proprietaria dell'abitazione in cui vive.
“Risulta però che ci sia una domanda da parte dei ceti meno abbienti - ha spiegato Tamburini - di un milione di abitazioni a canone sociale che, ad oggi, mancano sul mercato”. Dall'indagine emerge inoltre “uno scollamento tra il canone mensile sostenibile dalle famiglie italiane e i canoni effettivi di mercato”. Differenze che vanno da canoni di mercato più cari in media del 38,6% con punte del 110% a Roma, del 92,8% a Milano e del 59,6% a Firenze.

Fonte: www.demaniore.it
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