ADOTTATO DALLE COMMISSIONI IL TESTO BASE

18/01/2008

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Martedì scorso 15 gennaio è proseguito alle Commissioni riunite II (Giustizia) e X (Attività produttive, commercio e turismo) della Camera dei deputati l'esame del disegno di legge di Riforma delle professioni, rinviato nella seduta dell'11 dicembre 2007.
All’inizio della seduta il Presidente Maurizio Turco, avverte che, in data 5 gennaio 2008, è stata assegnata alle Commissioni riunite, in sede referente, la proposta di legge C. 3277 d'iniziativa popolare: “Riforma dell'ordinamento delle professioni intellettuali”.
Poiché la suddetta proposta di legge verte su materia identica a quella delle proposte di legge C. 867 e abbinate, la presidenza ne ha disposto l'abbinamento ai sensi dell'articolo 77, comma 1, del regolamento e ricorda che nella seduta del 7 novembre 2007 i relatori hanno presentato una proposta di testo unificato.

Giuseppe Chicchi, relatore per la X Commissione, ritiene il testo di iniziativa parlamentare un utile contributo al proseguimento dei lavori; propone quindi che si disponga la fissazione di un termine per la presentazione degli emendamenti.
Maria Grazia Siliquini (AN) ritiene opportuno evidenziare che le proposte contenute nella proposta di testo base dei relatori, onorevoli Chicchi e Mantini, non sono assolutamente convincenti, perché il testo, se da una parte avanza alcune proposte irricevibili, dall'altra contiene vere e proprie “trappole”, cioè proposte apparentemente positive che, però, prospettano in realtà scenari negativi per tutte le professioni intellettuali italiane.
I rappresentanti dei professionisti italiani, tramite il Comitato Unitario Professioni, hanno già dichiarato che la proposta di testo base deve essere “profondamente modificata e rivista”, se non del tutto “bocciata”.
Con riferimento alla predetta proposta di testo base dei relatori, in particolare, vi sono molti passaggi non condivisi, che rendono il progetto censurabile sotto diversi aspetti, e foriero di gravi conseguenze per i professionisti italiani.
La Siquilini ha concluso il suo intervento formulando un invito alla chiarezza e al dibattito vero e chiedo che venga posta la parola “fine”, una volta per tutte, a questa altalena di affermazioni e posizioni, di documenti e controdocumenti, di appendici e “scritti interpretativi”, che di fatto hanno solo alimentato la confusione ed il disagio dei professionisti italiani, rendendo arduo il compito dell'opposizione e alimentando anche divisioni nell'ambito del mondo professionale, che invero, a quando è in carica questo Governo, ha dato prova di grande coesione.

A Conclusione della seduta il Presidente della II Commissione Pino Pisicchio, nel ritenere che la proposta di legge di iniziativa popolare C. 3277 non introduce elementi di novità, poiché tutte le istanze in essa contenute sembrano essere già confluite nel lungo dibattito svoltosi presso le Commissioni riunite, precisa che le Commissioni possano procedere all'adozione di un testo base che potrà essere ulteriormente approfondito in una prossima seduta, propedeutica alla presentazione di eventuali emendamenti.
Giuseppe Chicchi ritiene del tutto condivisibile e ragionevole la proposta del Presidente Pisicchio, acquisendo già in questa seduta il testo base, prevedendo una seduta dedicata al completamento dell'esame preliminare nella prossima settimana e stabilendo il termine per la presentazione degli emendamenti.
Le Commissioni adottano quindi, con apposita votazione, come testo base la proposta di testo unificato presentata dai relatori e Maurizio Turco, presidente, concorde il Presidente della II Commissione, fissa il termine per la presentazione degli emendamenti al testo base alle ore 14 di mercoledì 6 febbraio 2008.

Vale la pena, in questa sede, ricordare che proprio qualche giorno fa, il Comitato unitario delle Professioni (CUP) aveva esultato per l’avvio dell’iter, alla camera, della proposta di legge di iniziativa popolare che, vista la situazione delineatasi il 15 gennaio scorso presso le Commissioni riunite, si rileva del tutto inutile ed il commento di Raffaele Sirica Presidente del CUP è il seguente: “Il parlamento è partito molto male perché non ha tenuto conto di nessuna delle nostre proposte. C’è una nostra legge che è arrivata fino alla Camera, con 80 mila firme raccolte e un lavoro intenso da parte del Comitato promotore per chiudere tutto nei tempi opportuni: Ovvio che ci aspettavamo quantomeno una sua valutazione, così è come se la raccolta delle firme non avesse avuto senso. Esprimiamo, quindi, un giudizio critico soprattutto sulla base del fatto che i relatori ci avevano richiesto un contributo che abbiamo, immediatamente, fornito e ci era stato detto che le nostre osservazioni sarebbero state incardinate. Insomma ci aspettavamo un testo di partenza diversa”.
Giuseppe Chicchi cerca, invece, di spegnere la miccia accesa da Sirica precisando: “Abbiamo semplicemente deciso che il nostro testo sarà quello di partenza e le altre proposte, comprese quelle del CUP, le abbiamo messe sul tavolo per gli emendamenti che verranno presentati da qui al 6 febbraio”.

A cura di Paolo Oreto
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