VERIFICA STRAORDINARIA SUI CERTIFICATI DEI LAVORI

19/02/2008

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L’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, lo scorso 12 gennaio ha reso noto un comunicato stampa con cui stigmatizza il comportamento del Ministero delle Infrastrutture relativamente al Decreto recante “Regolamento recante norme per l'individuazione dei criteri, modalità e procedure per la verifica dei certificati dei lavori pubblici e delle fatture utilizzati ai fini delle attestazioni rilasciate dalle SOA dal 1° marzo 2000 alla data di entrata in vigore del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 (1° luglio 2006).” pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 35 dell’11 febbraio scorso.
Il problema è relativo al fatto che il Ministero ha emanato ildecreto in argomento, in riferimento a quanto previsto dall’articolo 253, comma 21 del Codice dei contratti (D.Lgs. n. 163/2006), dopo aver sentito l’Autorità di vigilanza, ma non ha tenuto conto delle indicazioni espresse dall’Autorità stessa.

Riportiamo, qui di seguito il Comunicato stampa dell’Autorità.

“Fortissime perplessità esprime l’Autorità sul decreto ministeriale delle Infrastrutture, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 35 di ieri, che non ha tenuto conto delle indicazioni e del parere espresso dalla stessa Autorità, a suo tempo richiesto dal Ministero.
La mancata chiarezza sulla verifica complessiva dei certificati, l’assenza della celerità e della certezza del controllo sui documenti inviati e l’impossibilità di procedere prioritariamente sulle attestazioni oggi utilizzate produrranno notevoli intralci e difficoltà operative.
In un sistema già complesso, che ha subito notevoli evoluzioni, il non aver recepito nel decreto i suggerimenti formulati da questa Autorità, frutto di un’esperienza ultraquinquennale, fa sorgere gravi preoccupazioni sul raggiungimento degli obiettivi che il legislatore giustamente si era prefissato.
L’Autorità di vigilanza si augura che si possa porre riparo tempestivamente alle sicure disfunzioni che diversamente si verificheranno.”

A cura di Paolo Oreto
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