PONTE SI, PONTE NO, PONTE FORSE

27/05/2008

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Ponte si, ponte no, ponte forse. Continua la vicenda del ponte sullo stretto che, dopo una brusca frenata dei giorni scorsi, sembra essersi risbloccata grazie all'intervento del nuovo Ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, che, in una lettera indirizzata alla società Stretto di Messina, ha rilanciato il progetto auspicando che si realizzino in tempi brevi tutte le condizioni affinché nel 2009 possa avviarsi la costruzione del ponte.

Ma vediamo di fare un quadro della situazione.
Nel terzo governo di Berlusconi era stato instituito un fondo per la realizzazione del ponte, nel successivo governo Prodi, l'ex Ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa, aveva destinato questo fondo per consentire a l'ex Ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro la realizzazione di interventi di natura infrastrutturale in Calabria e in Sicilia; furono perciò creati due capitoli di spesa denominati rispettivamente: Interventi per la realizzazione di opere infrastrutturali in Sicilia e Calabria e Interventi di tutela dell'ambiente e difesa del suolo in Sicilia e Calabria. In questo modo si abbandonò l'ipotesi di realizzazione del ponte a favore di opere infrastrutturali nelle due regioni, Sicilia e Calabria. Nel momento in cui l'ex ministro Di Pietro stava per varare regolamenti e bandi per la realizzazione delle opere, si è prematuramente interrotta la legislatura, mandando all'aria il lavoro svolto nei precedenti anni e consentendo all'attuale ministro dell'economia, di rimettere in gioco le somme destinandole a progetti diversi.

Tra le altre cose, infatti, il primo Consiglio dei Ministri del Berlusconi IV avvenuto a Napoli ha approvato, a decorrere dal 2008, l'esclusione dell'imposta comunale per l'abitazione principale dei contribuenti (fatta eccezione per le abitazioni principali di lusso, categoria A1, A8 e A9, per le quali continuano comunque ad applicarsi le detrazioni vigenti) e, in via sperimentale, la diminuzione della tassazione del lavoro straordinario al 10% per redditi non superiori a 30 mila euro.
Il costo previsto per l'operazione di 4,5 miliari di euro sarà finanziato in parte dal fondo che era stato creato per la realizzazione dell'opera che avrebbe dovuto collegare la Sicilia alla Calabria.

Destino sciagurato, si è pensato dunque, per il ponte che era stato uno dei capisaldi della campagna elettorale del nuovo governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo. Ma la risposta politica del nuovo Ministro delle Infrastrutture non si è fatta attendere e, con un taglio netto rispetto al passato, ha rilanciato il progetto del ponte, sottolineando che non esiste più alcuna relazione tra il fondo che era stato creato dal Berlusconi III con la realizzazione del progetto e che, comunque, tale fondo avrebbe coperto solo in piccola parte (1,5 miliardi circa contro i 4,7 miliardi complessivi dell'opera, 6 con le opere collegate) il costo dell'opera e che, comunque, si sarebbero dovuti aggiornare anche tutti i costi.

In una lettera inviata al Presidente della Società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, il Ministro delle Infrastrutture ha scritto: "Il collegamento stabile tra la Sicilia ed il Continente è tra le infrastrutture che rivestono carattere prioritario e la sua realizzazione ha già costituito oggetto di affidamento al contraente generale. E' pertanto necessario porre in essere nei tempi più brevi tutte le condizioni per la ripresa delle attività inerenti alla costruzione del manufatto. Nell'affermare l'impegno del Ministero concedente a fare a tal fine tutto quanto di propria competenza, si conviene in particolare sull'esigenza di un'immediata revisione della convenzione di concessione e del piano economico-finanziario in essere e si invita la Società Stretto di Messina ad avviare gli adempimenti istruttori a ciò occorrenti".

Non si è fatta attendere la risposta del presidente della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, che ha affermato che entro il 2009 si inizierà a mettere a punto con il contraente generale Impregilo il contratto definitivo, completando così il progetto, e che nel 2010 si conta di aprire i cantieri, presumendo che l'opera sarà finita entro il 2016.

In attesa di ripensamenti o cambi di governo, si spera almeno che non si perdano più tempo e risorse e che qualcosa si faccia per rilanciare l'economia del Paese, anche attraverso la realizzazione di opere di cui l'utilità può essere più o meno utile.


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