VIETATO L’AFFIDAMENTO DEGLI INCARICHI DI COLLAUDO A DIRIGENTI PUBBLICI

05/05/2008

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L’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici con la deliberazione n. 12 del 2 aprile 2008 accoglie l’esposto presentato dall’OICE con la lettera del primo febbraio relativa alla gara (procedura negoziata) per l’incarico di collaudo ad una commissione di tre componenti (1,2 milioni di euro).
In particolare l’organismo di vigilanza è d’accordo sulla mancanza, evidenziata dall’OICE, dei requisiti per la procedura di urgenza, dichiarando illegittima sia la prima, sia la seconda gara ed eccependo anche che un dirigente pubblico possa essere affidatario di un incarico di collaudo (all’esito della prima gara è giunta una sola candidatura, da parte di un dirigente pubblico).

L’Autorità precisa che il collaudo è un servizio sottoposto alle regole del Codice e affidabile ai soggetti di cui all’articolo 90 del Codice stesso. Pertanto deve essere escluso che un dirigente pubblico, che non può essere equiparato a un libero professionista, possa acquisire incarichi di collaudo non rientrando fra i soggetti di cui all’articolo 90 del Codice.
Viene anche censurato che sia stato impedito ai concorrenti di qualificarsi anche con requisiti diversi da quelli previsti dal bando (collaudi effettuati negli ultimi 10 anni) e cioè anche con requisiti di progettazione e direzione dei lavori.
La richiesta limitata alla sola pregressa esperienza in collaudi è quindi stata ritenuta eccessivamente restrittiva della concorrenza.

Fonte: www.oice.it © Riproduzione riservata



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