DDL 112, ART. 60 BIS, COMMA 8: STANGATA AI TECNICI PUBBLICI

28/07/2008

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Lo scorso 21 luglio la Camera dei Deputati ha approvato, con il ricorso alla fiducia, il cosiddetto maxi emendamento al Decreto legge 112 inserendo anche un articolo dell'ultima ora, il 60bis dal titolo: Ulteriori misure di riduzione della spesa e abolizione della quota di partecipazione al costo per le prestazioni di assistenza specialistica.

Di questo articolo proponiamo il comma 8:
A decorrere dall'1 gennaio 2009, la percentuale prevista dall'articolo 92, comma 5, del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, è destinata nella misura dello 0,5 per cento alle finalità di cui alla medesima disposizione e, nella misura dell'1,5 per cento, è versata ad apposito capitolo dell'entrata del bilancio dello Stato.

Per evitare equivoci riproponiamo anche l'articolo 92, comma 5, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163:
Una somma non superiore al due per cento dell'importo posto a base di gara di un'opera o di un lavoro, comprensiva anche degli oneri previdenziali e assistenziali a carico dell'amministrazione, a valere direttamente sugli stanziamenti di cui all'articolo 93, comma 7, è ripartita, per ogni singola opera o lavoro, con le modalità e i criteri previsti in sede di contrattazione decentrata e assunti in un regolamento adottato dall'amministrazione, tra il responsabile del procedimento e gli incaricati della redazione del progetto, del piano della sicurezza, della direzione dei lavori, del collaudo, nonché tra i loro collaboratori. (…)

Grande scontento da parte dell'UNITEL (Unione Nazionale Italiana Tecnici Enti Locali), il cui parere non si è fatto attendere con il l'intervento del Presidente, Arch. Bernardino Primiani, il quale afferma la totale incompetenza dei legislatori paragonandoli ad: "Operatori estemporanei che, senza avere la minima conoscenza dei settori nei si quali mettono le mani, procurano danni incalcolabili non solo alle casse dello Stato, ma anche alla crescita di intere categorie di professionisti della pubblica amministrazione, alla credibilità dei numeri, alla qualità del "prodotto" della P.A. che, almeno nel nostro settore, segue le medesime regole, criticità e difficoltà responsabilizzante del settore privato.".

In un comunicato, il Presidente Primiani si affida ai numeri affermando in tono sarcastico:
"Facciamo gli esegeti, visto che siamo nel paese degli interpreti, e traduciamo liberamente: a quei paraventi dei tecnici della pubblica amministrazione, che oltre ad aver la pancia piena del proprio ricco stipendio, per redigere e firmare in prima persona progetti, collaudi, atti di direzione lavori e di programmazione, procedure per la sicurezza e per il project management e tutto quello che c'è sotto le stelle per giungere dall'esigenza di un opera alla consegna delle chiavi al fruitore, pretendevano il 2% (al lordo di tassazione ed oneri riflessi) sul costo dell'opera, da dividere con tutti i collaboratori, portiamo la dazione allo 0,5% ed il resto lo diamo ai poverelli.
Così, tanto per non prendere di vista i numeri, per un collaudo statico di un'opera poniamo da 200.000 euro, il malnato, a fronte di risibili responsabilità penali, sgraffignerebbe al 31.12.2008, per la sua quota parte, non meno di 250 euro lordi, insomma toglie al poverello di cui sopra almeno tre banconote da 50 euro al netto!
Giustizia è fatta, gliene daremo € 37,50, tanto i solai reggono sempre!


Quanto sopra - continua il Presidente Primiani - nell'ottica di prendere anche quella piccola incentivazione del 2%, che era il discrimine per uno sforzo straordinario, per assumersi ulteriori responsabilità, per convivere con Gip, Gup, marescialli e Upg vari: ora chi glielo fa fare? Se non è totalmente ebete si limiterà a fare l'ordinario, riservandosi di affidare all'esterno, come la Legge permette, l'attività di progettazione e quisquilie connesse.


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