SEGNALAZIONE DELL’AUTORITA’ AL GOVERNO ED AL PARLAMENTO

04/08/2008

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L’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, sentiti gli operatori del settore, ha segnalato al Governo ed al Parlamento la necessità di rivedere il meccanismo di adeguamento dei prezzi negli appalti di lavori pubblici in occasione delle continue e rilevanti variazioni dei prezzi di alcuni materiali da costruzione, nel contesto di un più equilibrato e virtuoso svolgimento dei rapporti contrattuali tra Amministrazioni e Imprese.
Nella segnalazione al Governo ed al Parlamento, l’Autorità, dopo aver ricordato che nel campo dei lavori pubblici non è previsto alcun meccanismo di revisione dei prezzi ma la parallela applicazione dei due meccanismi relativi al “prezzo chiuso” ed alla “compensazione dell’aumento dei prezzi dei singoli materiali da costruzione”, effettua una disamina dei due meccanismi stessi completandola con i dati statistici sull’applicazione del vigente sistema di adeguamento dei prezzi.

Dopo la definizione del problema, l’Autorità effettua una valutazione del problema stesso rilevando le criticità delle disposizioni vigenti riguardanti soprattutto la lunghezza del procedimento e i limiti temporali di individuazione dell’incremento dei prezzi e suggerisce di prevedere:
  • che l’offerta avvenga di norma con il metodo “a prezzi unitari”;
  • che l’offerta a prezzi unitari sia sempre corredata dalla analisi dei prezzi dalla quale si rileva la quantità di mano d’opera, la quantità dei singoli materiali e la quantità dei noli e trasporti che l’impresa ritiene necessaria per realizzare la lavorazione cui si riferisce il prezzo offerto;
  • che i prezzari delle stazioni appaltanti indichino oltre al prezzo, anche la sua scomposizione in mano d’opera, materiali, noli e trasporti e incidenza sicurezza interna al prezzo;
  • la non applicazione della “compensazione” qualora l’impresa per sua responsabilità non rispetti il cronoprogramma dei lavori.
In particolare, al fine di rendere più efficace la norma, andrebbe rivisto il meccanismo di adeguamento, riconoscendo alle imprese, che dimostrino di aver sopportato il maggior costo dei materiali, l’incremento dei prezzi (al netto dell’alea del 10%, ), indipendentemente dall’anno di formulazione dell’offerta; condizione necessaria affinché avvenga la compensazione è che l’esecuzione dell’appalto abbia raggiunto una buona percentuale di avanzamento (almeno il 30%) e che sia stato rispettato il cronoprogramma.

La procedura di determinazione della “compensazione” dovrebbe essere contrattata tra impresa e stazione appaltante, sulla base di parametri oggettivi, prevedendo eventualmente una fase di riscontro da parte dell’Autorità, in un contesto di valutazione complessiva dell’andamento del cantiere, delle problematiche emerse e dell’ottimizzazione conseguibile.
Il procedimento, una volta attivato, deve essere semplice, trasparente e preciso con riferimento alle quantità del materiale presente nelle unità di misura, in modo da poter risalire con certezza - conoscendo la quantità della lavorazione eseguita nel periodo, in base alla contabilità redatta dalla direzione dei lavori - alla specifica quantità di materiale impiegato che dà diritto alla compensazione.
Infine, per rendere più efficace la norma, andrebbe rivisto il meccanismo con riferimento alla rilevazione dei prezzi che dovrebbe essere su base mensile, con la pubblicazione di un indice semestrale, in modo da poter compensare le imprese realmente interessate dagli aumenti delle materie prime.

A cura di Paolo Oreto
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