NELLA BOZZA DI DPCM CONTRIBUTI STATALI SINO AL 30%

24/09/2008

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E’ già pronta la bozza del Decreto del Presidnete del Consiglio dei Ministri attuativo del “Piano Casa”, previsto dall’articolo 11 del decreto-legge n. 112/2008 convertito in legge 6 agosto 2008, n. 133.
Nel Piano è previsto il cofinanziamento statale massimo del 30% per le case in affitto a “canone sostenibile, anche trasformabile in riscatto” con un contributo extra di 10.000 Euro nel caso in cui gli alloggi stessi abbiano un rendimento energetico “in grado di limitare il fabbisogno di energia primaria” per mq/anno di almeno la metà dei valori indicati dal Dlgs 192/2005 con la precisazione che gli alloggi realizzati con il contributo statale dovranno restare vincolate all'affitto per almeno 25 anni e avere un canone non superiore al 70% degli affitti a canone concordato.

La bozza del Decreto per Presidente del Consiglio dei Ministri consta di 11 articoli così rubricati:
  • Piano nazionale per l’edilizia abitativa
  • Dotazione finanziaria
  • Articolazione delle risorse
  • Accordi di programma e Infrastrutture strategiche
  • Parametri di finanziamento
  • Canone di locazione
  • Criteri di selezione delle proposte da mettere a contributo
  • Commissioni selezionatrici delle proposte
  • Poteri sostitutivi
  • Sistema integrato dei fondi immobiliari
  • Ammissione al piano degli interventi senza contributi.
La bozza che, in verità, contiene soltanto pochissimi spazi bianchi, dopo essere stata ufficializzata dovrà essere sottoposta alla Conferenza unificata, ricordando che sia Comuni che Regioni non nascondono di non aver gradito alcuni aspetti del piano casa e che anzi stanno considerando un ricorso alla Corte costituzionale contro il programma.

Il Piano, così come previsto all’articolo 1 della bozza di DPCM, è articolato nelle seguenti cinque “linee di intervento”:
  • sistema integrato di fondi immobiliari per l’acquisizione e la realizzazione di edilizia residenziale finanziate dai fondi immobiliari, costituiti per la valorizzazione e l’incremento dell’offerta abitativa, con la partecipazione di soggetti pubblici e/o privati;
  • incremento del patrimonio di edilizia residenziale pubblica con le risorse derivanti anche dall’alienazione di alloggi di edilzia pubblica in favore degli occupanti muniti di titolo legittimo;
  • promozione finanziaria, anche di iniziativa di privati;
  • agevolazioni a cooperative edilizie;
  • programmi integrati di promozione di edilizia anche sociale.
In riferimento all’articolo 5 della bozza di DPCM, per ciascun intervento l’onere a carico dello Stato non potrà superare il 30% del costo di realizzazione, acquisizione o recupero degli alloggi che saranno offerti in locazione a canone sostenibile, anche trasformabile in riscatto.
Qualora gli alloggi raggiungano un comportamento prestazionale, in termini di rendimento energetico, in grado di limitare il fabbisogno di energia primaria annuo per metro quadro di superficie utile, tale da conseguire un indice di prestazione energetica inferiore almeno il 50% rispetto a quello richiesto dal Dlgs 192/2005, potrà essere riconosciuto un ulteriore contributo statale fino a 10 mila euro.
Così come previsto all’articolo 6 della bozza del DPCM, gli alloggi realizzati con il contributo statale dovranno restare vincolati all'affitto per almeno 25 anni e avere un canone non superiore al 70% degli affitti a canone concordato.

Nell’articolo 7 del DPCM viene precisato che la concessione dei contributi sarà effettuata assumendo a riferimento i seguenti parametri:
  • incidenza dell’investimento privato in rapporto a quello pubblico;
  • incidenza del numero di alloggi a canone sostenibile in rapporto al totale degli alloggi;
  • efficienza energetica;
  • dimensione demografica del Comune;
  • salubrità, vivibilità e sicurezza dell’alloggio.
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A cura di Paolo Oreto
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