16 ORE DI FORMAZIONE OBBLIGATORIA

29/09/2008

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In occasione della Giornata Nazionale delle Formazione nelle Costruzioni, svoltasi lo scorso 25 settembre a Roma nella sede dell’Inail, il Formedil e le Parti Sociali – l’Ance e le altre organizzazioni imprenditoriali delle costruzioni insieme agli Organismi sindacali di categoria Feneal - Uil, Filca - Cisl e Fillea - Cgil – hanno lanciato la campagna informativa per una diffusa applicazione del nuovo dispositivo contrattuale che prevede 16 ore di formazione obbligatoria prima del primo minuto di lavoro.

Il provvedimento risponde alla duplice esigenza di individuare soluzioni concrete per ridurre i numerosi infortuni che caratterizzano il settore edile (96.315 nel 2007 secondo l’Inail) nonché limitare il fenomeno pernicioso delle assunzioni irregolari e del caporalato.
L’edilizia con le 16 ore diventa il primo settore a inserire l’obbligatorietà di una formazione prima di iniziare a lavorare e così facendo crea .le condizioni affinché il meccanismo delle assunzioni risulti più regolato e controllato.
Le 16 ore, infatti, sono un reale vantaggio sia per le imprese che risultano più garantite sul piano del rispetto delle norme sulla sicurezza e senza costi aggiuntivi, sia per i lavoratori che possono acquisire quelle nozioni di base essenziali per lavorare con un minimo di competenza e più sicuri.
L’edilizia, con le “16 ore”, diventa, così, il primo settore ad inserire l’obbligatorietà di una formazione prima di iniziare a lavorare e così facendo crea le condizioni affinché il meccanismo delle assunzioni risulti più regolato e controllato ed il nuovo corso dovrebbe combattere gli infortuni sul lavoro; un fenomeno che, dicono i dati Inail, nei primi quattro mesi del 2008 ha registrato quasi 260mila incidenti, in calo rispetto allo stesso periodo del 2007 dell`1,1 per cento.
Sedici ore di formazione per migliorare la sicurezza sul lavoro. Ance, Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil hanno presentato ieri nella sede Inail di Roma il sistema di formazione nelle costruzioni disegnato alla luce del nuovo contratto degli edili. Con una novita` su tutte: l`obbligo di un corso di 16 ore al primo ingresso in cantiere, per combattere gli infortuni. Un fenomeno che, dicono i dati Inail, nei primi quattro mesi del 2008 ha registrato quasi 260mila incidenti, in calo rispetto allo stesso periodo del 2007 dell`1,1 per cento. E proprio il settore costruzioni ha viaggiato al sorprendente ritmo del -10,3 per cento.

Dal prossimo 1 gennaio 2009, dopo aver individuato il nuovo assunto, l’impresa dovrà darne comunicazione alla scuola edile più vicina ed in tempi brevi il lavoratore che prima di allora non era mai stato in un cantiere riceverà in due giornate i rudimenti in materia di sicurezza.
Nei corsi saranno utilizzati una serie di concetti facili, comprensibili anche per i lavoratori straniere che non conoscono l’italiano. Alla fine del corso il lavoratore riceverà un “libretto formativo”, che da quel momento in poi fotograferà le evoluzioni della sua formazione.
L’obiettivo è quello di migliorare la sicurezza rendendo più trasparente il sistema delle assunzioni.

Al termine della manifestazione il presidente dell’Ance Paolo Bozzetti ha dichiarato: “Le sedici ore sono un primo passo, qualcosa stiamo combinando, ma non sono del tutto sufficienti” e Giuseppe Moretti, Segretario Generale Feneal-Uil ha aggiunto: “Attribuiamo grandissima importanza al valore della formazione che, accanto al DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva), costituisce un ulteriore elemento di contrasto al lavoro irregolare ma bisogna anche aggiungere che le 16 ore di formazione d’ingresso ovviamente non sono sufficienti, sarà fondamentale farle rientrare in un progetto di formazione continua per accrescere la professionalità del lavoratore e per fargli acquisire le norme sulla sicurezza. Questo dovrà servire a promuovere comportamenti consapevoli, e quindi più sicuri, per far fronte a quella che è diventata una vera e propria emergenza sociale. La formazione e l’informazione con la regolarità del rapporto di lavoro rappresentano, infatti, strumenti significativi per prevenire gli incidenti nei cantieri. È necessario, pertanto, rinvigorire l’impegno congiunto delle parti sul versante della prevenzione e nella lotta al lavoro nero, mediante il consolidamento del Documento Unico di Regolarità Contributiva e con l’introduzione della Congruità rapportata ai Contratti Collettivi sottoscritti dalle Organizzazioni Sindacali comparativamente maggiormente rappresentative a livello nazionale, perché il lavoro non è una guerra e siamo in attesa che Governo e imprese effettuino una scelta irrevocabile a favore della sicurezza.”
A cura di Paolo Oreto
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