NECESSARIE MISURE INCISIVE PER RILANCIARE IL SETTORE DELLE COSTRUZIONI

22/10/2008

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Preoccupazione e richiesta di misure incisive per rilanciare il settore sono state espresse dall'Aniem - l'Associazione Nazionale delle pmi edili della Confapi - che ha rilevato la necessità di fronteggiare tempestivamente gli effetti negativi che si stanno manifestando sul settore delle costruzioni dopo alcuni anni di costante crescita del comparto.
Il Presidente dell'Aniem, Fabrizio Marchi sottolinea, in particolare, l'urgenza di azioni determinate per invertire il trend negativo che rischia di destrutturate un tessuto produttivo costituito, in ampia prevalenza, da imprese di piccole e medie dimensioni. “I dati sul 2008 sembrano incontrovertibili nell'indicarci un calo dei livelli produttivi che viene ulteriormente esasperato dalle proiezioni per il 2009. La situazione ancor più seria se consideriamo la ricaduta della congiuntura negativa che coinvolge sia il settore dei lavori pubblici (-5% previsto per il 2009), che quello dell'edilizia privata (- 3% ).".
Di fronte a questo scenario, i segnali del Governo appaiono incerti ed inadeguati. Marchi, in particolare, esprime la delusione della propria Associazione per il Decreto Legge approvato venerdì scorso contro il caro-pezzi in edilizia.

"Il Governo ha ritenuto di non ascoltare le richieste delle pmi ed ha varato un provvedimento i cui effetti compensativi (limitati ai lavori contabilizzati nel 2008 e solo su aumenti superiori al 10%) saranno marginali ed inadeguati. Vogliamo il riconoscimento di diritti e di certezze che attengono a qualsiasi logica contrattuale ed economica: meccanismi automatici e costanti nel tempo. Non sono queste le misure che possono contrastare una fase di recessione che potrebbe ulteriormente aggravarsi a causa dei tagli superiori al 14% previsti nella Finanziaria del prossimo anno per il nostro settore.".
Sembra, inoltre, addirittura assumere i toni di una provocazione il disegno di legge sulle centrali di committenza, già approvato dalla Camera ed ora all'esame del Senato, che prevede l'obbligo sostanziale per gli enti appaltanti di ricorrere a capitolati prestazionali e prezzari sulla base della media dei prezzi praticati alle amministrazioni aggiudicatrici negli ultimi tre anni, ridotti del 5%.
"E' una misura che va esattamente nella direzione opposta a quella da noi auspicata. I prezzari devono essere costantemente aggiornati e rispondere tempestivamente alle variazioni reali del mercato. L'attuale norma sulle centrali di committenza - conclude Marchi - rischia di avere effetti devastanti su un settore già in seria difficoltà"

Fonte: www.aniem.it
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