UN PO’ DI OSSIGENO PER CHI HA UN MUTUO

20/10/2008

3.106 volte
Gli Usa ed Eurolandia uniscono le forze contro la crisi finanziaria, e per il mercato interbancario è una boccata d'ossigeno: il tasso Euribor segna in questi giorni il calo più forte in oltre cinque anni, avvicinandosi al 5% indicato dal governatore della Banca d'Italia Mario Draghi come primo obiettivo da raggiungere. E chi ha un mutuo a tasso variabile inizia a sperare, visto che le rate mensili, se il trend di discesa si confermerà, dovrebbero seguire a ruota.
L'Euribor trimestrale, cioé il tasso che le banche applicano fra di loro sul mercato interbancario della liquidità per un prestito a tre mesi in euro, continua a scendere. Ed è il calo più forte mai visto dal 24 febbraio 2003. E scende anche l'Euribor a un mese.
Un effetto delle nuove misure annunciate dagli Usa, con il governo pronto a ricapitalizzare le banche seguendo la strada tracciata dall'Europa, e circa tre mila miliardi di dollari di fondi stanziati da Usa ed Europa complessivamente per sbloccare i mercati creditizi. Il trend di discesa, dopo settimane di tassi in continua ascesa di record in record, di per sé è incoraggiante perché indica un cauto ritorno alla fiducia fra le banche. Un allentamento delle tensioni per il mercato interbancario è l'obiettivo numero uno delle autorità, perché il mercato dove le banche si cambiano fondi a breve termine è l'epicentro della crisi dei mutui e il suo intasamento è stato il responsabile del crollo di diversi istituti, dato che le banche si sono trovate in difficoltà nel coprire le proprie esigenze di contante a breve termine, innescando una fuga di investitori e correntisti.

Ma c'e anche un altro aspetto di questo terremoto finanziario.
La crisi finanziaria internazionale in corso ha sconvolto molte certezze e travolto vari steccati, sconfinando pienamente nell'economia reale, mettendo tanta gente “comune” a contatto ravvicinato con un mondo, quello della finanza, in passato riservato ai soli specialisti.
Un mondo che ha quindi sviluppato nel tempo un vocabolario iper-tecnico ed esclusivo, a tratti “autoreferenziale”, e spesso ricco d'inglesismi.
Ecco un brevissimo glossario della crisi, allo scopo di orientarsi più agevolmente tra Wall Street e dintorni.

EURIBOR
Salito agli onori della cronaca per essere il punto di riferimento su cui vengono calcolati i mutui a tasso variabile, l'Euribor è, di fatto, il tasso a cui i depositi dell'area euro vengono prestati da una banca a un'altra. La sua rilevazione avviene tutti i giorni lavorativi ed è divenuto con il tempo l'indicazione forse più affidabile del costo del denaro.

SUBPRIME
Protagonisti principali della crisi in atto, di cui rappresentano l'origine e la causa prima, i subprime sono prestiti, o mutui, di qualità non primaria. Vengono cioé erogati a clienti definiti “ad alto rischio”, che per le loro caratteristiche (basso reddito o un passato di insolvenza) non sono ammessi al normale mercato del credito. In questi casi il tasso d'interesse e i costi applicati dagli istituti di credito sono molto più elevati rispetto a quelli medi per compensare l'alto livello di rischio. I mutui sono poi cartolarizzati, cioé trasformati in titoli ad alto rendimento e venduti a investitori istituzionali. I tassi ora sono saliti e molte famiglie non riescono pi§ a ripagare questi mutui, con rischi per chi ha investito in questi prodotti.

DERIVATI
I derivati sono strumenti finanziari di vario tipo (opzioni, futures, swaps), che consentono in pratica di “scommettere” sulle variazioni di valore di altri beni, detti attività sottostanti (azioni, indici, valute, titoli vari, tassi, ma anche vino). I derivati possono essere oggetto di contrattazione anche in mercati non regolamentati. L'EURIBOR - Salito agli onori della cronaca per essere il punto di riferimento su cui vengono calcolati i mutui a tasso variabile, l'Euribor è, di fatto, il tasso a cui i depositi dell'area euro vengono prestati da una banca a un'altra. La sua rilevazione avviene tutti i giorni lavorativi ed è divenuto con il tempo l'indicazione forse più affidabile del costo del denaro.

FONDI SOVRANI
Chiamati in causa a più riprese come i potenziali “avvoltoi” di questa crisi, sono i “fondi investimento” controllati e gestiti direttamente dai Governi di alcuni Paesi, soprattutto forti esportatori di petrolio, come Emirati Arabi e Qatar, ma anche la Norvegia. Vengono utilizzati per investire in strumenti finanziari (azioni, obbligazioni, immobili) gli eventuali surplus fiscali o le riserve in valuta estera.

BRETTON WOODS
Al centro del dibattito sempre più pressante per il ritorno ad un sistema di scambi a loro ispirato, gli accordi di Bretton Woods hanno rappresentato l'apice dell'attuazione della politica keynesiana, e furono firmati nel luglio del 1944, mentre la Seconda Guerra Mondiale volgeva al termine, nella cittadina del New Hampshire. Stabilirono, pur con progressive modifiche e adattamenti, le regole per le future relazioni commerciali e finanziarie internazionali.

Fonte: www.demaniore.com
© Riproduzione riservata



PARTECIPA ALLA DISCUSSIONE

Esprimo il consenso al trattamento dei dati personali ai sensi della normativa vigente e secondo le finalità illustrate nell'informativa