LE ASSOCIAZIONI DEL SETTORE NON CONDIVIDONO LA PROPOSTA DEL GOVERNO

20/10/2008

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Giovedì scorso, prima dell’approvazione dal parte del Consiglio dei Ministri del decreto-legge che contiene, tra l’altro, le misure di riequilibrio dei rapporti contrattuali tra stazioni appaltanti e imprese in caso di rilevanti e repentine variazioni percentuali dei prezzi di materiali da costruzione, così da evitare il blocco delle realizzazioni di opere infrastrutturali strategiche per lo sviluppo del Paese, nonché pesanti ricadute sui livelli occupazionali, l’Associazione nazionale costruttori edili (ANCE), l’Associazione imprese generali (AGI), l’Associazione delle organizzazioni di ingegneria, di architettura e di consulenza tecnico-economica (OICE), l’Associazione nazionale cooperative di produzione e lavoro (ANCPL) e Confindustria hanno diffuso, congiuntamente, il seguente comunicato stampa.

COMUNICATO STAMPA
Le Organizzazioni nazionali rappresentative del settore delle costruzioni (Ance, Agi, Oice e Ancpl, unitamente a Confindustria) non condividono nel merito e nel metodo il decreto legge sul caro prezzi dei materiali che il Governo si appresta ad approvare nella seduta di domani.
Nel metodo: dopo tre mesi di trattativa viene portato unilateralmente all’approvazione un testo non conosciuto dalle Organizzazioni del settore.
Nel merito: quanto proposto non scongiura il fermo dei cantieri in quanto limita l`intervento al solo 2008 e destina 300 milioni alle sole amministrazioni dello Stato (cioé ai Ministeri) non prendendo in considerazione quanto avviene per gli stessi problemi negli Enti locali.
Quanto all’uso di questi fondi, si resta in attesa di conoscere con puntualità a quali opere siano destinati.
Dobbiamo ulteriormente rilevare come un ben diverso atteggiamento è stato assunto per altri settori, sicuramente in crisi, ma certamente molto meno rilevanti rispetto al settore delle costruzioni sia per numero di occupati sia per la funzione antirecessiva che e` in grado di svolgere per l’economia del Paese.

A cura di Paolo Oreto
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