ANAGRAFE STRUTTURALE E NON STRUTTURALE

04/02/2009

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Giovedì 29 gennaio si è svolta a Palazzo Chigi una conferenza stampa per illustrare il Piano Nazionale per l’edilizia scolastica secondo l'Intesa raggiunta con le regioni, le province e i comuni.
Il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, insieme al ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto, hanno spiegato ai giornalisti presenti in sala stampa gli obiettivi e le modalità di realizzazione del Piano contenuto nell'Intesa.

La messa in sicurezza riguarda 9 milioni di persone (tra docenti, personale amministrativo e alunni) e 45.000 scuole. Il Ministero dell’istruzione ha promosso un grosso sforzo organizzativo al fine di prevenire eventuali situazioni di rischio presenti nelle scuole italiane di ogni ordine e grado. Per questo ha convocato ripetutamente i tavoli di confronto con gli enti locali e ha chiesto alle Regioni un impegno vincolante per stilare l'anagrafe strutturale e non strutturale delle scuole italiane. Per la prima volta si supera la frammentazione delle competenze sull'edilizia scolastica per favorire un piano organico di intervento e per la prima volta nella storia della Repubblica si ha una anagrafe strutturale degli edifici.
Il Ministero ha, poi, riconvocato una nuova conferenza unificata con gli enti locali per chiedere un ulteriore importante dato: i dati non strutturali (ad esempio controsoffitti, tramezzature, parapetti).
L’accordo siglato con gli enti locali prevede di avere entro 6 mesi anche i dati non strutturali mediante la costituzione gruppi di lavoro in ogni regione composti da rappresentati dei provveditorati per le opere pubbliche, dall’ufficio scolastico regionale, dai dirigenti scolastici interessati, dall'anci, dall’uncem, dell’upi che nominano squadre tecniche con il compito di compilare la scheda di rilevazione dati di tutte le scuole attraverso un sopraluogo.

Nell’anagrafe non strutturale saranno presenti le seguenti informazioni:
  • la data di costruzione e di ultima ristrutturazione degli edifici;
  • lo stato generale di conservazione e di eventuale degrado della scuola e degli impianti;
  • l'eventuale rischio sismico delle zone nelle quali essi si trovano;
  • l'esistenza di eventuali barriere architettoniche e natura delle stesse;
  • la presenza delle necessarie condizioni di sicurezza;
  • l'esistenza delle varie certificazioni richieste, con particolare riferimento all'agibilità, all'idoneità sismica e statica ed alla conformità alla normativa in materia "anti-incendio";
  • la presenza di eventuali strutture in amianto.
Nonostante le difficoltà economico-congiunturali che il nostro Paese sta affrontando, per fronteggiare il problema della edilizia scolastica il governo ha voluto investire in maniera significativa 300 milioni di Euro sia per l’anno 2008 che per l’anno 2009 con un decreto del 18 luglio 2008. Occorre anche ricordare che:
  • con il decreto legge 1 settembre 2008, n.137 convertito dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, è stato previsto lo sblocco di risorse non compiutamente utilizzate, per destinarle alla messa in sicurezza di non meno di 100 edifici scolastici caratterizzati da particolare criticità sotto il profilo della sicurezza sismica nonché lo snellimento delle procedure di utilizzazione delle risorse stesse;
  • con lo stesso provvedimento è stato, altresì, disposto il consolidamento, a regime, dell’assegnazione ad interventi di edilizia scolastica nelle zone a rischio sismico di una percentuale non inferiore al 5% delle risorse complessivamente assegnate al Programma delle infrastrutture strategiche;
  • con l'intesa raggiunta nella Conferenza unificata del 13 novembre 2008, si è proceduto, con apposita ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri, alla ripartizione di un fondo per l'adeguamento strutturale e antisismico.
A cura di Paolo Oreto
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