NEL PIANO CASA MENO VINCOLI PER COSTRUIRE

13/03/2009

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Il Consiglio dei Ministri, convocato oggi a Palazzo Chigi, ha esaminato, su proposta del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, le linee guida di un'iniziativa legislativa finalizzata ad un rilancio dell'attività edilizia e del tessuto urbanistico, nonché ad un incisivo miglioramento e rinnovamento del patrimonio edilizio non rispondente ai più aggiornati criteri tecnologici ed energetici. All'esame hanno partecipato tutti i Ministri che, pur apprezzandone i contenuti e suggerendone modificazioni, hanno rinviato la discussione alla prossima riunione del Consiglio, sollecitando, comunque, l'esigenza di dare, attraverso il Piano Casa, impulso al sistema economico.

Il Piano Casa sarà costituito da:
  • un piano per l'edilizia residenziale pubblica finalizzato a realizzare circa cinquemila nuovi alloggi popolari
  • e da una liberalizzazione delle norme sull'edilizia che prevede tra l'altro l'abolizione del permesso di costruire e la possibilità di ampliare le abitazioni del 20 per cento, o anche del 30-35 nel caso di edifici da abbattere e ricostruire.
Da quando, lo scorso 6 marzo, il Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi ha annunciato "un'importantissima iniziativa dell'edilizia" ed ha dato le prime indicazioni anticipando che si trattava di "Dare a chi ha una casa e nel frattempo ha ampliato la famiglia perché i figli si sono sposati e hanno dei nipotini, la possibilità di aggiungere una stanza, due stanze o dei bagni con servizi annessi alla villa esistente", si sono moltiplicate le dichiarazioni o a favore o contro di politici, rappresentanti di associazioni, operatori del settore e per ultimo di giornalisti e tutti, con i loro interventi hanno reso il problema uno degli argomenti più seguiti dei giorni scorsi.

Sembra che con la liberalizzazione delle norme sull'edilizia, ma ne sapremo di più dopo il Consiglio dei ministri di oggi, sia consentito aumentare del 20% il volume degli immobili ad uso residenziale o la superficie degli immobili ad uso diverso da quello abitativo mentre nel caso di edifici anteriori al 1989, nel caso di demolizione e ricostruzione, sia possibile:
  • aumentare del 20% il volume degli immobili residenziali;
  • aumentare del 30% la superficie degli immobili ad uso diverso da quello abitativo;
  • aumentare del 35% la cubatura impiegando tecniche bioedilizie e/o impiego di energie rinnovabili.
Ulteriori aperture giungerebbero dallo snellimento burocratico, sostituendo eventualmente con una perizia giurata di un tecnico, il permesso di costruire; a livello di sanzioni si prevede una possibile sostituzione con pene amministrative per abusi di lieve entità.

Si tratta come ben si comprende, di iniziative dirompenti che hanno provocato contrapposte valutazioni. Sono intervenuti nel dibattito famosi architetti (Gae Aulenti, Massimiliano Fuksas e Vittorio Gregotti) che hanno pubblicato sulle pagine di un noto quotidiano un appello contro l'iniziativa del Governo; agli stessi ha risposto con veemenza Vittorio Sgarbi precisando: "il sussulto viene da alcuni dei principali responsabili degli orrori che hanno sfigurato il volto delle nostre città e del paesaggio".

Non vogliamo fomentare la polemica ma vorremmo contribuire al dibattito con alcune precisazioni che riguardano non il problema della cubatura in più ma come la stessa sarà realizzata.

Come è noto, tutte le costruzioni in Italia, devono rispettare non soltanto le norme urbanistiche ma anche quelle tecniche definite con il decreto ministeriale 14/1/2008 e con le recenti istruzioni ministeriali approvate con circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti 2 febbraio 2009, n. 617.
Nel citato D.M. 14/1/2008, le costruzioni esistenti vengono trattate al capitolo 8 ed al paragrafo 8.4.1. viene definito, per le stesse, l'intervento di adeguamento precisando che è fatto obbligo di procedere alla valutazione della sicurezza e, qualora necessario, all'adeguamento della costruzione, a chiunque intenda sopraelevare la costruzione o ampliarla mediante opere strutturalmente connesse alla stessa.

Viene, altresì, precisato che il progetto dovrà essere riferito all'intera costruzione e dovrà riportare le verifiche dell'intera struttura post-intervento. Continuando, poi, a scorrere il citato capitolo 8 ci accorgiamo che si dovrà procedere, in ogni caso:
  • alla predisposizione dell'analisi storico-critica del sistema strutturale;
  • al rilievo del manufatto;
  • alla caratterizzazione meccanica dei materiali;
  • alla individuazione dei livelli di conoscenza e dei fattori di confidenza;
  • alla individuazione delle azioni;
  • alla definizione dei materiali;
Per ultimo viene precisato che per tutte le tipologie costruttive, il progetto di adeguamento o di miglioramento deve comprendere:
  • la verifica della struttura prima dell'intervento con identificazione delle carenze del livello di azione sismica per la quale viene raggiunto lo stato limite ultimo o lo stato limite di esercizio se richiesto;
  • la scelta motivata del tipo di intervento;
  • la scelta delle tecniche e/o dei materiali;
  • il dimensionamento preliminare dei rinforzi e degli eventuali elementi strutturali aggiuntivi;
  • l'analisi strutturale considerando le caratteristiche della struttura post-intervento;
  • la verifica delle strutture post-intervento con determinazione del livello di azione sismica per la quale viene raggiunto lo stato limite ultimo o lo stato limite di esercizio se richiesto;
Non so cosa ne pensate voi ma io, personalmente, non farei più l'incremento della cubatura o, se rientrasse nella mia cultura, lo farei abusivamente.

A cura di Paolo Oreto
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