PRODOTTO INTERNO LORDO +0,6%

05/03/2009

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Il presidente dell'Enea Luigi Paganetto descrive il nuovo ruolo dell'Ente che ha di recente assunto funzioni di Agenzia Nazionale per l'Efficienza Energetica e gli obiettivi di risparmio energetico nella Pubblica Amministrazione.



Investire 8,2 miliardi di euro per un ritorno complessivo di circa 28 miliardi, pari ad una crescita del Pil dell'ordine dello 0,6%. Sono questi gli effetti principali che seguirebbero un ampio programma di riqualificazione energetica degli immobili pubblici, che porterebbe ad una crescita dell'efficienza e dei risparmi da un lato e ad un maggiore ricorso alle fonti energetiche rinnovabili dall'altro. E' quanto emerge da uno studio dell'Enea, basato su un campione di riferimento pari al 35% del patrimonio edilizio pubblico, fra cui 43.200 scuole e 13.580 uffici.
Secondo il rapporto, attraverso interventi di coibentazione, produzione efficiente del calore e ricorso alle rinnovabili ovunque possibile, si arriverebbe ad una riduzione del 20% del ricorso all'energia primaria, con una riduzione in bolletta di 420 milioni di euro all'anno. In particolare, a fronte di un investimento di 8,2 miliardi di euro, si stima una produzione attivata per circa 20 miliardi ed una creazione di valore aggiunto di circa 15 miliardi, per un impatto economico complessivo di circa 28 miliardi.

''Il miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici pubblici è uno degli interventi utili a rilanciare l'economia e l'occupazione, attraverso la creazione di una vera e propria filiera, basata sulle nuove tecnologie e sull'utilizzo delle fonti rinnovabili'', ha dichiarato il presidente dell'Enea, Luigi Paganetto, sottolineando che in questo campo ''occorre rafforzare la collaborazione tra pubblico e privato''. Secondo il direttore generale dell'Abi, Giuseppe Zadra, le procedure per la riqualificazione energetica sono ''complesse, perché devono bilanciare il risparmio energetico con gli alti costi degli impianti. La finanza serve per combinare queste due grandezze complesse''. Zadra ha ricordato che a tutt'oggi ''sono pochissimi i soggetti che hanno fatto richiesta dei finanziamenti che seguono l'accordo fra Abi e Gse, nonostante le banche aderenti all'iniziativa siano salite a 70''. Per Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere, è prima di tutto fondamentale ''ricostruire un rapporto di fiducia fra piccole e medie imprese e Pubblica Amministrazione, perché diventi un rapporto virtuoso e non gravato dal sospetto'', come rischia di diventare a causa degli elevati crediti vantati dal settore industriale nei confronti della pubblica amministrazione.

Fonte: www.demaniore.com
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