IL TESTO DEL CORRETTIVO E I PRIMI COMMENTI DEL NOSTRO SONDAGGIO

30/03/2009

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Il Sondaggio lanciato dalla nostra redazione sulle modifiche introdotte dallo schema di decreto legislativo approvato venerdì scorso dal Consiglio dei Ministri ed in cui la domanda proposta era la seguente: “Il governo intende modificare il regime sanzionatorio previsto dal dlgs 81/2008 allineandolo a quello previsto dal dlgs 626/1994 con un aumento del 50% rispetto a quest'ultimo. Ritieni corretta la scelta del governo?” ha dato, sino a stamattina i seguenti risultati:
  • il 47% ritiene che la scelta del governo sia corretta;
  • il 52% ritiene che non sia corretta;
  • l’1% non sa esprimete un giudizio.
La sostanziale parità tra i due giudizi è causata dal fatto che molti sono perfettamente d’accordo sull’abbassamento delle sanzioni contenute nelle modifiche ma, in linea di massima, molti commenti lamentano il proliferare delle leggi e la mancanza di una seria prevenzione ed un’altrettanta seria formazione.

Eugenio dice “Non serve aumentare le multe, servono invece prevenzione, formazione e controlli. Troppo facile addossare ai committenti e ai datori di lavoro ogni colpa”.

Viene anche evidenziato come i notevoli ribassi con cui vengono aggiudicate le gare mal si coniugano con la sicurezza e Nunzio afferma che “La sicurezza, oltre alla formazione aziendale, che alcune imprese considerano pura burocrazia, parte anche dall'analisi delle offerte. Non è possibile che vi siano sul mercato imprese che per pochi spiccioli riescano a garantire in lavoro di qualità e in sicurezza.”

Giuseppe Carlo aggiunge poi “Sono certo che non sia l'inasprimento delle sanzioni a risolvere i problemi della sicurezza. occorre invece una maggiore sensibilizzazione dei lavoratori con una formazione costante e reale e non solo formale e documentale. Per garantire la sicurezza è necessaria una fattiva collaborazione del committente oltre che del datore di lavoro. E dove il committente sia un privato senza ovvie capacità organizzative vi sia una delega formale ad una figura (quale potrebbe essere il responsabile dei lavori) per garantire che sia rispettate le norme.”

Altro interessante commento quello di Mario che dice “Occorre passare dalla sicurezza “burocratica” alla sicurezza “reale”. Le centinaia di pagine in corpo 6 prodotte dai computers non le legge nessuno. Gli ispettori alla prima visita dovrebbero elencare per iscritto eventuali adempimenti da fare entro un termine certo. In caso di mancata osservanza alle visite successive multe pesanti a chi è responsabile del mancato adempimento, operai compresi se non indossano i DPI (cosa normalissima....) E non sarebbe male organizzare come si faceva un tempo, dei "cantieri scuola" per addestrare il personale.”

Ricordiamo che le principali modifiche che sono contenute nello schema di decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri di venerdì scorso riguardano:
  • l'inserimento all'interno del documento di valutazione dei rischi di una sezione dedicata ai lavoratori precari, innovazione coerente con le modifiche introdotte dalla Legge Biagi;
  • la certificazione della qualità organizzativa adottata che sposti l'approccio dalle regole agli obiettivi, dal profilo formale e formalistico a quello dei risultati, con una seria collaborazione con le parti sociali, dettata dall'obiettivo di condividere i modi sostanziali di come si fa sicurezza;
  • il potenziamento dell'attività dell'INAIL, finalizzata in particolare alla riabilitazione e al reinserimento dei lavoratori vittime degli infortuni sul lavoro;
  • gli organi di vigilanza, con disposizioni che rendono più robusta la collaborazione, tale da consentire un più robusto intervento dei corpi ispettivi centrali;
  • il regime sanzionatorio.
Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi nel corso della conferenza stampa, svoltasi al termine del Consiglio dei Ministri di venerdì scorso, ha ricordato che, dopo la prima lettura nel Cdm, il testo andrà alla Conferenza Stato-Regioni e poi alle commissioni parlamentari competenti per poi tornare in Consiglio dei ministri per il varo definitivo. «È un testo aperto - ha sottolineato il ministro - se pensiamo alla rilevanza che hanno i pareri della Conferenza Stato-Regioni e delle Commissioni parlamentari».
Ha, anche precisato che l'iter sarà arricchito con la consultazione delle parti sociali.

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