DOCUMENTO UNITARIO DELLE REGIONI ED OGGI CONSIGLIO DEI MINISTRI

01/04/2009

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E’ convocato per stamattina alle ore 9,30 il Consiglio dei Ministri che dovrà varare il “Piano Casa”.
Ieri la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, convocata in seduta straordinaria, all’unanimità ha raggiunto l’accordo su un piano nazionale di rilancio dell’edilizia.
L'intesa che tutte le Regioni propongono al Governo punta innanzitutto a “salvaguardare la programmazione urbanistica”. Lo ha spiegato il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, al termine della riunione della mattina del 31 marzo, prima del confronto con il governo.

“Finalmente - ha aggiunto Errani - abbiamo rimesso la materia sui giusti binari”.
“Tutto ciò- precisa Errani- nel rispetto del governo del territorio, senza deroghe, fuori dai centri storici, dalle aree protette e da tutte quelle aree che le Regioni tutelano con proprie leggi”.
“Chiediamo un vero Piano casa - evidenzia Errani- che affronti il tema dell'edilizia pubblica trovando risorse aggiuntive”. In particolare la proposta è di utilizzare l'Iva aggiuntiva che si realizzerà con tutti questi interventi in edilizia e che “venga lasciata alle Regioni e ai Comuni per affrontare l'edilizia pubblica che è la vera emergenza nazionale”. Errani si dice “molto soddisfatto” per l'approvazione all'unanimità del testo e appare fiducioso sul confronto con l'esecutivo: “auspico che questa impostazione che mette la materia sui binari giusti sia approvata”.

I governatori riuniti nella Conferenza delle Regioni, hanno definito un documento unitario, diviso in tre parti, nel quale, tra l'altro:
  • si confermano gli aumenti volumetrici del 20% per le abitazioni e del 35% nei casi di demolizione e ricostruzione, se vengono utilizzate le tecnologie di bioedilizia;
  • gli aumenti volumetrici riguarderanno esclusivamente l'edilizia residenziale - abitazioni residenziali uni-bi familiari o, comunque di volumetria non superiore a 1.000 metri cubi -, escludendo i centri storici e tutte le aree protette, nel rispetto dei programmi urbanistici;
  • l’ampliamento dovrà essere, comunque, inferiore a 200metri cubi.
Tutti gli ampliamenti dovranno avere, però, “finalità di miglioramento della qualità architettonica esistente, di riduzione sensibile dei consumi energetici e di utilizzo di fonti energetiche rinnovabili”.
Nel testo dell’accordo che dovrebbe essere sottoscritto stamattina alle 9,00 nella seduta straordinaria della Conferenza unificata Stato Regioni è previsto che successivamente alla sottoscrizione dell’accordo stesso, il Governo emani un decreto legge “i cui contenuti sono concordati con le Regioni e il sistema delle autonomie, con l'obiettivo di semplificare alcune procedure di competenza esclusiva dello Stato per rendere più rapida ed efficace l'azione amministrativa di disciplina dell'attività edilizia”. In particolare il decreto legge conterrà le linee generali relative alla semplificazione delle procedure di competenza statale, lasciando alle Regioni il compito di emanare le leggi di dettaglio.
Le misure devono riguardare la previsione di un termine certo per il rilascio delle autorizzazioni e dei permessi ed un ricorso allargato alla denuncia di inizio attività (Dia), la ridisciplina di rilascio dell'autorizzazione paesaggistica, la semplificazione delle procedure di valutazione ambientale strategica (Vas).
Le Regioni avranno 90 giorni di tempo per adeguarsi ai contenuti del decreto con proprie leggi regionali e se non lo faranno sarà nominato un commissario ad acta con poteri sostitutivi.

Questo il commento per gli Affari regionali, Raffaele Fitto: “Abbiamo lavorato molto intensamente e l'intesa raggiunta è positiva nel rispetto delle competenze delle Regioni: questo piano può dare una grande prospettiva al nostro Paese. Berlusconi è sempre stato puntualmente informato sui vari passi dell'intesa: per questo posso dire che è stata raggiunta un'intesa condivisa dall'intero governo e domani (stamattina, ndr) il Consiglio dei ministri potrà procedere alla tempistica dei passi successivi, i tempi saranno ristretti” e il il Presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani ha aggiunto: "Questa intesa è un risultato importante per noi e per il Paese: il decreto che ci aveva presentato il Governo era inaccettabile, mentre abbiamo stabilito forme anticicliche per la ripresa dell'edilizia ma nel rispetto della programmazione urbanistica e della qualità del territorio.”.

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A cura di Paolo Oreto
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