GUIDA SU COME ACCENDERLI E CON QUALI DETRAZIONI

24/04/2009

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Comprare casa è un impegno economico non indifferente e non tutti hanno la possibilità di pagare contestualmente e in un’unica soluzione. È in questo caso che l’acquirente decide di accendere un mutuo. Per sapere qual è l’iter da seguire, si può consultare la guida fornita dal Consiglio Nazionale del Notariato in collaborazione con le Associazioni dei Consumatori.

La pubblicazione informa i cittadini sui problemi più frequenti da affrontare nella stipula di un mutuo per l’acquisto della casa, spiegando le tappe principali e aiutandoli a evitare “passi falsi” o errori che possano compromettere il buon esito dell’operazione.

Tra gli argomenti analizzati troviamo:
  • il contratto;
  • il tasso di interesse e le spese accessorie;
  • le condizioni, i tempi di istruttoria ed erogazione;
  • i vantaggi e gli svantaggi della rinegoziazione;
  • la cancellazione dell’ipoteca;
  • la detraibilità fiscale;
  • le clausole vessatorie;
  • le conseguenze del ritardo nel pagamento delle rate.
Per conoscere quali sono le agevolazioni fiscali previste per chi è in procinto di accendere un mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale, l’Agenzia delle Entrate ha realizzato una guida. L’opuscolo Le agevolazioni fiscali sui mutui fa chiarezza sulle tipologie di mutuo più frequenti, tra cui quello stipulato per l’acquisto e per la costruzione o la ristrutturazione dell’abitazione principale.

All’interno della guida, inoltre, particolare attenzione è dedicata ai prestiti e ai mutui agrari, alle imposte sul contratto di mutuo e, in particolare, a quella sostitutiva sui finanziamenti. In chiusura una sezione riservata alle risposte fornite ai quesiti più frequenti e una dedicata alla normativa e alla prassi di riferimento. Per l’acquisto della prima casa, la guida dell’Agenzia spiega poi che il Fisco concede all’acquirente la possibilità di detrarre dall’IRPEF il pagamento degli oneri accessori e degli interessi passivi a seguito della stipula di un mutuo. La detrazione d’imposta, da portare in dichiarazione dei redditi, è pari al 19 per cento degli interessi passivi, con un massimale annuo di 3.615,20 euro.

La condizione essenziale per ottenere la detrazione è che l’immobile acquistato coincida con l’abitazione principale, ovvero con quella in cui è certificata la cosiddetta fissa dimora; inoltre, l’acquisto dell’immobile può avvenire prima o dopo un anno dalla stipula del mutuo, ma, entro un anno dall’acquisto della prima casa, la stessa deve comunque essere adibita ad abitazione principale per poter concorrere alle agevolazioni fiscali.

Attenzione però: ci sono alcuni casi particolari in cui non si perde il diritto alle detrazioni anche se l’immobile non è più adibito ad abitazione principale. Tra questi, il caso in cui si verifichi un trasferimento per motivi di lavoro dopo l’acquisto dell’immobile, oppure di ricovero in casa di cura o, infine, quando l’immobile è di proprietà del personale delle Forze armate o di Polizia.

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