IL SISMA HA COLPITO TUTTE LE OPERE D’ARTE DELL’AQUILA

15/04/2009

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Tutto il patrimonio artistico e culturale dell'Aquila e della zona del cratere è lesionato o in gravi condizioni.
Ed è a rischio anche la memoria della città. Non si è salvato praticamente nulla nella città delle 99 Cannelle e famosa per le 55 Chiese.
Il dato è confermato dal Dipartimento dei Beni Culturali d'Abruzzo. Gravissima la situazione delle chiese del capoluogo, da Collemaggio alle Anime Sante, drammatica quella dell'Archivio di Stato che aveva sede nel Palazzo del Governo totalmente crollato. “Non sappiamo in che condizioni sono i documenti medioevali, libri e quant'altro riguarda la storia dell'Aquila - spiega uno dei responsabili del Dipartimento, Augusto Cicciotti - ma la stima dei danni complessivi è al momento incalcolabile. E ci vorranno anni per ricostruire”.

Non è rimasto in piedi neanche un campanile del cratere.
Ora non è possibile attuare nessun intervento. Ci vorranno mesi per fare un inventario, puntellare gli edifici, fare una lista dei danni, evacuare biblioteche, quadri, statue e poi mettere tutto nei depositi, ancora da individuare.
L'Aquila è una città ferita, ma anche tutto l'aquilano e parte delle provincie limitrofe sono state duramente colpite dalle scosse che continuano a scuotere la terra.
Distrutta la torre medicea di S.Stefano di Sessanio, gioiello architettonico del Gran Sasso - in cui sono crollate molte case ricostruite di recente - crollato in pezzi il bellissimo castello-rocca di Ocre, lesionata la chiesa sul tratturale di S.Stefano a S.Pio delle Camere, capolavoro romanico, lesionati o inagibili altri conventi e chiese in Val Peligna e nel pescarese, campanili sbriciolati a Rovere sull'Altopiano delle Rocche.
Pochi i miracoli e poche le strutture che hanno resistito alla furia del terremoto.

A S.Pio delle Camere nessun danno al triangolare castello fortezza abbarbicato, mentre a pochi chilometri nella frazione di Castelnuovo ci sono stati crolli e vittime.
E salva anche la Rocca di Balascio, splendido baluardo mediceo che fu abbandonato insieme al borgo nei secoli scorsi proprio a causa di un sisma.
Il ministro dei beni culturali Sandro Bondi ha avviato intanto le procedure per reperire 10 milioni di euro da aggiungere ai fondi già disponibili del Dipartimento per la Protezione Civile. I fondi - secondo le decisioni scaturite da una riunione tra il ministro, il segretario generale del dicastero Giuseppe Proietti e il capo di gabinetto Salvatore Nastasi - saranno utilizzati per gli interventi di somma urgenza, in particolare la messa in sicurezza e il presidio degli edifici di interesse culturale pericolanti.

Fonte: www.demaniore.com
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