IL DECRETO CORRETTIVO SLITTA AD AGOSTO

21/04/2009

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Slitta ad agosto il decreto correttivo che modificherà il dlgs 81/08. La versione definitiva del correttivo potrà essere conclusa entro il prossimo 16 agosto, anziché il 16 maggio, al fine di avere un più ampio margine di tempo per chiudere positivamente il tavolo tecnico con le Regioni e per far ripartire il dialogo con le parti sociali, in particolare con la Cigl che ne ha evidenziato il contrasto con i tre capisaldi del diritto (codice civile, codice penale e Statuto dei Lavoratori), con la prevedibile apertura di diffusi contenziosi.

L'extra proroga prevista per rivisitare la portata del correttivo, contemplata nella legge delega 123 del 2007, è stata dovuta in quanto la prima bozza del correttivo licenziata lo scorso 27 marzo dal Consiglio dei Ministri non è ancora stata inviata alle commissioni parlamentari per il parere di conformità. Il prossimo 20 aprile è, invece, in programma una riunione tecnica della Conferenza Stato-Regioni, il cui obiettivo è quello di definire un testo il più possibile condiviso.

Il correttivo che vedrà luce seguirà comunque le direttrici tracciate dal Governo: semplificazione, potenziamento della bilateralità e rivisitazione dell'apparato sanzionatorio. In particolare su quest'ultimo, il Governo è partito dall'assunto di base che il vecchio regime previsto dal Dlgs 626/1994 è sempre stato considerato da tutti gli esperti della sicurezza una sorta di testo sacro. Proprio per questa motivazione il vecchio regime sanzionatorio della 626 è stato attualizzato con il tasso di inflazione cumulato nel tempo, che darebbe il 36%, e andando oltre si è stabilito di aumentare il vecchio regime di una misura pari al 50% delle sanzioni del 1994. Questo, rispetto al dlgs 81/2008, fa si che alcune sanzioni siano maggiori e altre minori. Ma Andando oltre la 626 e il Dlgs 81, si è stabilito un meccanismo di adeguamento della sanzione mediante avviene un adeguamento della stessa con una certa periodicità, evitando che a distanza di tempo sia necessaria un'altra legge che adegui nuovamente il regime sanzionatorio ai tassi di inflazione reali.

Sulla stessa scia, è stato confermato l'arresto obbligatorio (da 4 a 8 mesi) nel caso di mancata valutazione dei rischi nei settori più pericolosi e fino a sei mesi nel caso di mancato rispetto dell`ordine di sospensione dell`attività per gravi e plurime violazioni in materia di sicurezza.

In allegato l'ultima versione del correttivo dello scorso 2 aprile.

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