Ordini degli Architetti: Conferenza Nazionale con proposte per rilanciare la professione

21/01/2010

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Domani 22 gennaio si terrà a Roma, presso il Grand Hotel de la Minerve, la prima Conferenza nazionale degli Ordini del 2010 con all’ordine del giorno "Misure per il rilancio dell'economia e della professione. Le proposte degli architetti italiani".
I lavori della mattinata saranno aperti dalla relazione generale del presidente del CNAPPC Massimo Gallione, che sarà seguita da due approfondimenti tematici:
  • proposte di piani di intervento a sostegno delle trasformazioni e rigenerazioni urbane e sulla sicurezza dell'abitare;
  • proposte di revisione del sistema degli appalti pubblici in merito ai criteri di assegnazione degli incarichi professionali, ivi compresi i concorsi e corrispettivi professionali.
Nel pomeriggio sarà illustrato il terzo approfondimento tematico dedicato a formazione e qualificazione professionale, rapporti con l'Università e formazione permanente.

Tre i documenti preparatori che alleghiamo alla presente notizia e precisamente:
  • Piani di intervento a sostegno delle trasformazioni e rigenerazioni urbane;
  • Piano Casa:quadro comparativo delle leggi regionali;
  • Documento_LLPP_puntoA:Affidamenti di incarichi professionali per servizi di architettura e ingegneria.

Per quanto concerne il problema legato all'allarme ribassi il terzo documento preparatorio, è, interamente, dedicato agli affidamenti degli incarichi professionali e nello stesso viene precisato che "fermo restando quale obiettivo prioritario la sostanziale modifica del codice appalti in merito ai criteri di assegnazione degli incarichi professionali, viene ritenuto indispensabile mettere in atto tempestivamente misure di semplificazione degli atti, procedure e norme".
Nel documento vengono date dettagliate proposte in riferimento ai bandi di gara, pubblicità dei bandi, drastica riduzione e semplificazione del numero di documenti da produrre in sede di gara, predisposizione di un esaustivo documento preliminare di programmazione, definizione del corrispettivo professionale da porre in gara utilizzando come riferimento i minimi di tariffa, correttamente calcolati in base al D.M. 04/04/2001, esclusione dalle gare delle prestazioni relative alla sicurezza, da corrispondere integralmente secondo tariffa, precisando, anche, che "l'aggiudicazione al massimo ribasso è la procedura di gara più rapida e più semplice in quanto il rischio di contenzioso in fase di gara è ridotto ma le prestazioni risultano nella maggior parte dei casi insufficienti, incomplete e non rispettose della normativa vigente, con conseguenti ripercussioni negative nella successiva fase di esecuzione dei lavori. In definitiva sostanza il metodo di aggiudicazione al prezzo più basso non permette di individuare il progettista più capace ed affidabile, bensì quello "che costa meno"".
Viene proposta, quindi, l'utilizzazione del criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, con opportuni correttivi rispetto all'attuale formulazione, per privilegiare sempre la qualità, da valutare con ridotti margini di discrezionalità e non con il prezzo proposto come soluzione e vengono, altresì, indicati alcuni correttivi da inserire nel codice dei contratti.

Segnaliamo, anche, una lettera aperta inviata al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi da Massimo Gallione in rappresentanza dei 145mila architetti italiani; nella nota viene precisato che ''Al Paese serve una riforma urbanistica per garantire il diritto primario dei cittadini alla sicurezza dell'abitare."
''Occorre un nuovo concetto di riforma urbanistica che non continui a governare "il brutto", ma che inizi, invece, a programmare un consistente sviluppo della qualità architettonica anche attraverso il contenimento dei consumi energetici, il superamento dell'emergenza sismica e geologica, per ridare un senso civile e dignitoso alle periferie delle nostre città. Una grandissima parte dei 90 milioni di nuovi vani costruiti nel dopoguerra, sui 120 esistenti nel Paese, hanno drammaticamente bisogno di tutto questo''. ''Non basta - continua Gallione - essere solerti e ben organizzati nelle emergenze, come accaduto in Abruzzo, ma e' indispensabile predisporre piani, anche a lunga scadenza, affinché si riducano al massimo i danni causati da queste calamità. Occorrono programmi architettonici ed urbanistici che garantiscano il diritto primario dei cittadini alla sicurezza dell'abitare.
Occorre riattrezzare il sistema Paese per "rottamare" gli ultimi decenni di spreco, di inefficienza, di pericolosa spazzatura edilizia e ridare all'Italia bellezza, sicurezza e dignità''.

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A cura di Paolo Oreto
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