Professioni, compensazione debiti-crediti: dal CNI apprezzamenti alla proposta di legge Lo Presti

22/06/2010

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"Da tempo i professionisti attendono una manovra che guidi il comparto delle professioni fuori dalla crisi favorendo in questo modo anche la ripresa del sistema Italia e di chi, come le libere professioni, contribuiscono in modo considerevole al Prodotto interno lordo nazionale". Questo il commento del Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Giovanni Rolando, in riferimento alla proposta di legge n. 3480, Misure di sostegno e di incentivo per lo sviluppo delle libere professioni, nonché delega al Governo in materia di estensione della disciplina del concordato preventivo e per l'istituzione di una procedura di esdebitazione in favore dei professionisti, presentata alla Camera da Antonino Lo Presti (Pdl).

Tra i punti cruciali della proposta di legge, vi è:
  • il problema dei ritardi nei pagamenti delle pubbliche amministrazioni;
  • le crisi da sovra-indebitamento dei professionisti;
  • i contratti di trasferimento degli studi tra professionisti;
  • le inefficienze che aggravano l'azione delle pubbliche amministrazioni nei confronti degli incarichi professionali conferiti o autorizzati dalle P.A. stesse;
  • il sistema incentivante nei confronti della professione intellettuale.

Interessante è il primo punto che si propone di risolvere il problema dei ritardi delle P.A. che sta martoriando ed uccidendo molte piccole realtà professionali. In particolare, prevede la possibilità per il professionista che vanta un credito certo, liquido ed esigibile nei confronti di una pubblica amministrazione, quale corrispettivo per la propria attività, di chiedere all'amministrazione debitrice di attestare l'esistenza di tale credito. La certificazione del credito può essere utilizzata per adempiere in compensazione a debiti nei confronti della stessa pubblica amministrazione. Tramite la cessione di crediti, il professionista può, inoltre, adempiere a obbligazioni di natura tributaria, contributiva o previdenziale, ove tra l'amministrazione creditrice e l'amministrazione debitrice sia stata stipulata una convenzione per regolamentare i reciproci rapporti insorgenti dalle cessioni.

"La possibilità di compensare i crediti vantati dal professionista con i debiti tributari, di rivedere il rapporto dei professionisti con la pubblica amministrazione, che tende ad avere tempi lunghi per i pagamenti delle parcelle, di ricevere, come le imprese, incentivi (anche per i giovani che entrano nel mercato), sono punti cruciali individuati dal testo Lo Presti - ha spiegato - che andavano finalmente affrontati. Come fondamentale, inoltre, è il ritorno ai minimi tariffari negli appalti pubblici, che ristabilirebbe le necessarie garanzie per una corretta realizzazione, nonché un equo compenso per le prestazioni d'intelletto, salvando i professionisti più seri e scrupolosi da un'ingiusta uscita del mercato". Questo il commento del Presidente Giovanni Rolando, secondo il quale la proposta Lo Presti è la strada da percorrere per assistere i professionisti, anche loro segnati dalla congiuntura economica negativa, e mettere mano finalmente ad alcuni nodi strutturali.

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