Nuovo Regolamento Codice dei contratti: Una storia infinita

23/07/2010

6.365 volte
Continua la storia infinita sul Regolamento di attuazione del Codice dei contratti e ci chiediamo che fine ha fatto il testo approvato definitivamente dal Consiglio dei Ministri lo scorso 18 giugno.
Sono passati 35 giorni e non si sa per quale arcano motivo, il testo è ancora fermo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri che avrebbe già dovuto inviarlo, unitamente ad una relazione tecnica, alla Ragioneria generale dello Stato, che, una volta riscontrata la corretta quantificazione dell'onere recato dal provvedimento nonché l'idoneità della relativa copertura finanziaria appone, tramite la "bollinatura", il proprio visto di conformità senza il quale il provvedimento non può essere controfirmato dal Presidente della Repubblica.

Successivamente il Capo dello Stato firma il Provvedimento che prima di essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale deve essere registrato alla Corte dei Conti.
A questo punto, visto che il provvedimento in argomento non è stato inviato alla Ragioneria generale dello Stato sorge spontaneo il dubbio che l'approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del 18 giugno sia stata un'approvazione di facciata e che il testo stia subendo modifiche per evitare situazioni sgradevoli come quelle verificatesi all'inizio del 2008 quando una prima stesura del provvedimento fu firmata dal Capo dello Stato e non ottenne la registrazione alla Corte dei Conti.
Ma cogliamo l’occasione di questo ritardo per riassumere la storia infinita del nuovo Regolamento che dovrebbe mandare definitivamente in pensione i precedenti Regolamenti n. 554/1999 e 34/2000.
L’emanazione del nuovo Regolamento è prevista all'articolo 5 del Codice dei contratti e la cronistoria di quanto verificatosi sino ad oggi può essere così riassunta:
  • 13 marzo 2007 prima approvazione del Regolamento da parte del Consiglio dei Ministri
  • 17 settembre 2007 parere n. 3262 del Consiglio di Stato
  • 21 dicembre 2007 approvazione definitiva del Regolamento da parte del Consiglio dei Ministri
  • 28 gennaio 2008 firma del Capo dello Stato del relativo Decreto legislativo cui viene apposta la data del 28 gennaio 2008
  • 8 febbraio 2008 trasmissione del testo del Regolamento alla Corte dei Conti
  • fine marzo 2008 ritiro del testo da parte del Ministero a causa, sembrava, di errori formali
  • fine aprile 2008 nuova trasmissione del testo modificato del Regolamento alla Corte dei Conti
  • 26 maggio 2008 definitiva bocciatura del Regolamento da parte della Corte dei Conti
  • 17 dicembre 2009 nuova approvazione preliminare da parte del Consiglio dei Ministri
  • 3 marzo 2010 nuovo parere favorevole n. 313/2010 del Consiglio di Stato
  • 18 giugno 2010 approvazione definitiva da parte del Consiglio dei Ministri

A distanza di oltre tre anni ci sembra proprio una storia infinita ma la fiducia non ci manca e restiamo in attesa di una fumata bianca anche perché tutto il settore delle opere pubbliche ha bisogno di quella trasparenza e chiarezza che passa attraverso norme chiare ma anche attraverso una semplificazione normativa che dovrebbe essere alla base della chiarezza e della trasparenza.
La pubblicazione del nuovo Regolamento deve essere, quindi, un punto di partenza da cui innescare un procedimento di semplificazione normativa auspicato da tutti coloro che vogliono un settore delle opere pubbliche trasparente che possa fare da traino alla ripresa economica del Paese.

A cura di Paolo Oreto
© Riproduzione riservata



Esprimo il consenso al trattamento dei dati personali ai sensi della normativa vigente e secondo le finalità illustrate nell'informativa