Decreto liberalizzazioni: no a norme retroattive sul fotovoltaico

Cresce la preoccupazione del comparto delle rinnovabili in merito alla norma contenuta nel Decreto-Legge 24 gennaio 2012, n. 1 recante "Disposizioni urgenti ...

01/02/2012
Cresce la preoccupazione del comparto delle rinnovabili in merito alla norma contenuta nel Decreto-Legge 24 gennaio 2012, n. 1 recante "Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività" (Decreto Liberalizzazioni) che prevede l'esclusione dagli incentivi statali per gli impianti solari fotovoltaici con moduli collocati a terra in aree agricole.

In particolare, l'art. 65 del DL n. 1/2012, che deve comunque essere convertito in legge entro 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta (entro il 24 marzo 2012), prevede che dalla entrata in vigore del decreto (24 gennaio 2011) non è consentito l'accesso agli incentivi statali di cui al D.Lgs. n. 28/2011, per gli impianti solari fotovoltaici con moduli collocati a terra in aree agricole. Il decreto stabilisce che sono, comunque, esclusi gli impianti che entro la data di entrata in vigore del decreto abbiano già conseguito il titolo abilitativo o sia stata presentata la richiesta per il conseguimento del titolo entro la medesima data.

La norma ha subito acceso il dibattito tra i principali attori del settore delle rinnovabili che ne hanno richiesto lo stralcio o la modifica in sede di conversione. Assistal - Associazione Nazionale Costruttori di Impianti - ha espresso forte preoccupazione per l'inaspettato contenuto dell'articolo 65 del Decreto Liberalizzazioni.
"L'effetto retroattivo della norma - afferma Luca Focardi, Vice Presidente ASSISTAL - è inaccettabile poiché lede chiaramente i diritti di quanti hanno realizzato un impianto sulla base della normativa vigente fino allo scorso martedì, 24 gennaio 2012, e che, a meno di due mesi dalla scadenza prevista dal Decreto 28 dello scorso 3 marzo 2011, non hanno la certezza di poter accedere agli incentivi per impianti ormai prossimi ad entrare in esercizio".

Assistal ha espresso il proprio apprezzamento per lo spirito del Governo di arrivare rapidamente alla cosiddetta "grid-parity", ma ha palesato la propria preoccupazione precisando sia fondamentale non destabilizzare il mercato rimodulando retroattivamente le scadenze previste, sulle quali sono basati molteplici progetti ed è stato dato il via a numerose commesse.

Anche GIFI - Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane - contro l'art. 65 del decreto liberalizzazioni. Durante la riunione dello scorso 24 gennaio, che è servita per definire le linee guida strategiche del 2012 per garantire lo sviluppo sostenibile del settore, l'associazione ha richiesto lo stralcio di una disposizione che lede fortemente gli interessi di investimenti già in essere.
"La riunione - ha dichiarato Valerio Natalizia Presidente GIFI-ANIE - si è svolta all'indomani dell'evidenza dell'art. 65 del Decreto Liberalizzazioni. Questa disposizione di legge ha nuovamente causato un pericolosissimo blocco del mercato con addirittura misure retroattive, inaccettabili per una nazione democratica e civile. Solo negli ultimi mesi l'industria fotovoltaica italiana aveva iniziato a recuperare terreno dopo l'empasse del primo semestre del 2011 provocata dal Decreto Rinnovabili. L'art.65 deve essere stralciato perché rappresenta per tutto il settore una ulteriore grave minaccia in termini di investimenti già in essere, posti di lavoro, reputazione nei confronti degli investitori e delle banche, di stabilità normativa e certezza delle regole. Questo provvedimento ha già causato gravi danni agli operatori italiani bloccando in molti casi i cantieri in costruzione che traguardano la scadenza del 28 marzo prevista dalla precedente legislazione. Contestualmente allo stralcio dell'art. 65 si dovrà pertanto consentire di recuperare il tempo perduto".

Ciò che ha chiesto GIFI, ma che richiedono anche tutti gli operatori del settore, è: stabilità normativa e certezza delle regole. Gli altri obiettivi individuati durante la riunione sono: l'unificazione delle associazioni del fotovoltaico sotto un unico "cappello istituzionale" e rappresentare quindi la filiera fotovoltaica a 360° anche mediante il fattivo coinvolgimento di installatori e progettisti.
"Per interpretare il sentimento delle aziende presenti alla riunione - ha concluso Natalizia - andremo nel 2012 a dialogare maggiormente con le banche per ristabilire una maggiore fiducia nel settore fatto di aziende con sani principi e con il GSE che dopo l'impressionante carico di lavoro nel 2011 (quasi 9 GW di nuove richieste di incentivi) dovrebbe tornare entro breve a rispettare le tempistiche previste dalla legge".

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