Governo Letta: I punti del programma nel discorso alla Camera

30/04/2013

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La Camera dei deputati con 453 voti a favore, 153 contrari e 17 astenuti ha votato la fiducia al nuovo governo Letta. In Aula il dibattito sulla fiducia è stato aperto dall'intervento introduttivo del Presidente del Consiglio Enrico Letta.
Oggi è il turno del Senato. Il dibattito inizierà alle 9 e il voto è previsto dalle 13 in poi.
Il premier Letta, del discorso alla Camera dei Deputati, ha annunciato che si recherà subito a Bruxelles, Parigi e Berlino essendo convinto che il governo italiano possa credibilmente presentarsi in Europa per chiedere un allentamento dei termini del patto di stabilità ma, intanto, in attesa di sapere se avrà un margine di manovra più ampio, ha preso tempo accogliendo le istanze economiche di Pd e Pdl restando nel vago sul reperimento delle risorse necessarie.

Nel suo intervento il premier Letta ha toccato parecchi punti che possono essere così riassunti.

Riduzione fiscale senza indebitamento - La riduzione fiscale senza indebitamento sarà un obiettivo continuo e a tutto campo. Anzitutto, quindi, è necessario ridurre le tasse sul lavoro, in particolare su quello stabile e quello per i giovani neo assunti. Poi una politica fiscale della casa che limiti gli effetti recessivi in un settore strategico come quello dell’edilizia includendo incentivi per ristrutturazioni ecologiche e affitti e mutui agevolati per giovani coppie.

Stop IMU a giugno - Occorre superare l'attuale sistema di tassazione della prima casa: intanto con lo stop ai pagamenti di giugno per dare il tempo a Governo e Parlamento di elaborare insieme e applicare rapidamente una riforma complessiva che dia ossigeno alle famiglie, soprattutto quelle meno abbienti.

Stop inasprimento dell'IVA - Occorre arrivare a una rinuncia dell'inasprimento dell'Iva.

Pagamento dei debiti della P.A. - Ulteriori misure dovrebbero portare al pagamento di parte dei debiti delle Amministrazioni pubbliche e all’allentamento del Patto di stabilità interno.

Moralizzazione della spesa pubblica - Un importante argomento di contesto concerne la giustizia, in quanto solo con la certezza del diritto gli investimenti possono prosperare. Questo riguarda la moralizzazione della vita pubblica e la lotta alla corruzione, che distorce regole e incentivi. Ma anche la giustizia nel suo complesso: la giustizia deve essere giustizia innanzitutto per i cittadini. La ripresa ritornerà anche se i cittadini e gli imprenditori italiani e stranieri saranno convinti di potersi rimettere con fiducia ai tempi e al merito delle decisioni della giustizia italiana.

Lotta all'evasione e fisco amico - Occorre coniugare ferrea lotta all'evasione e fisco amico, senza che la parola Equitalia debba provocare dei brividi quando viene evocata.

Valorizzare e custodire l'ambiente, il paesaggio, l'arte, l'architettura - L'altra grande risorsa è l'Italia stessa. Molti stranieri vogliono bagnarsi nei nostri mari, visitare le nostre città, mangiare e vestire italiano. L'Italia e il made in Italy sono le nostre migliori ricchezze. Per questo occorre rilanciare il turismo e, soprattutto, attrarre investimenti. Questo significa puntare sulla cultura, motore e moltiplicatore dello sviluppo, o sulle straordinarie realtà dell'agro-alimentare. Questo significa valorizzare e custodire l'ambiente, il paesaggio, l'arte, l'architettura, le eccellenze enogastronomiche, le infrastrutture stradali, ferroviarie, portuali e aeroportuali.

Sud - Il Sud deve essere messo in condizione di crescere da solo, annullando i divari infrastrutturali e di ordine pubblico che l'hanno frenato, puntando sulle nuove imprese, in particolare le industrie culturali e creative, e sulla buona gestione dei fondi europei.
Occorre evitare di continuare a mettere la testa sotto la sabbia come struzzi e riconoscere che il divario tra Nord e Sud del Paese è non un accidente storico o una condanna, ma il prodotto di decenni di inadempienze da parte delle classi dirigenti, a livello nazionale come a livello locale. E' il risultato dell'azione della criminalità organizzata che, certo presente anche nel resto del Paese, in larghe parti del Mezzogiorno ha i connotati del controllo arrogante e quasi militare del territorio.

Lavoro, meno restrizioni sui contratti a termine - La grande tragedia di questi tempi, soprattutto al Sud, è il lavoro. Solo col lavoro si può imboccare la via di una crescita non fine a se stessa.

Pensioni, il nodo esodati: impegno a ristabilire il patto - Il premier Enrico Letta ha ricordato che con gli esodati la comunità nazionale ha rotto un patto, va trovata una soluzione strutturale, è un impegno prioritario di questo governo ristabilirlo.

Lavoro autonomo e libere professioni - Il lavoro autonomo e le libere professioni, che in una società postindustriale rappresentano la spina dorsale dell'economia devono essere valorizzati. Le misure di liberalizzazione orami sono state adottate ed ora bisogna lavorare tutti insieme per formare e dare opportunità ai giovani, innalzare la qualità, servire al meglio i clienti.

Reddito minimo - La riforma del welfare richiede azioni di ampio respiro. Non occorrono isterismi. Per un welfare attivo e al femminile andranno migliorati gli ammortizzatori sociali estendendoli a chi ne é privo a partire dai precari e si potranno studiare forme di reddito minimo per famiglie bisognose con figli.

Riforma della politica - La ricostruzione può partire solo da un esercizio autentico, non simulato, di autocritica. La verità è che la politica ha commesso troppi errori. Si è erosa, giorno dopo giorno, la credibilità della politica e delle istituzioni.
Per cominciare, bisogna recuperare decenza, sobrietà, scrupolo, senso dell'onore e del servizio. Ognuno deve fare la sua parte. A questo fine, per dare l’esempio, il primo atto del Governo sarà quello di eliminare con una norma d’urgenza lo stipendio dei ministri parlamentari che esiste da sempre in aggiunta alla loro indennità.

Riformare il sistema di finanziamento dei partiti - Il sistema di finanziamento dei partiti va radicalmente riformato e la riduzione dei costi della politica diventa un dovere di credibilità. Pensate ai rimborsi elettorali: tutte le leggi introdotte dal 1994 a oggi sono state ipocrite e fallimentari. Non rimborsi ma finanziamento mascherato e per di più di ammontare troppo elevato, come ha recentemente confermato la Corte dei Conti.

Convenzione per le riforme: in 18 mesi risultati o traggo conseguenze - Occorre istituire subito una convenzione per avviare il percorso delle riforme istituzionali con la precisazione che se tra 18 mesi se dopo 18 mesi di lavori si appalesasse il rischio che i veti incrociati possano impantanare tutto per l'ennesima volta il Premier non avrà esitazioni a trarne le conseguenze.

Superamento del bicameralismo paritario - Secondo Enrico Letta «serve una riforma che avvicini cittadini alle istituzioni con principi di democrazia governante, la possibilità di superare il bicameralismo paritario e evitare ingorghi come quello appena sperimentato». Abolire definitivamente le province - Occorre subito abolire definitivamente le province per ridurre i costi dello Stato, valorizzare i comuni e regioni in un'ottica di alleanza.

Legge elettorale: mai più al voto con il Porcellum - La legge elettorale è legata alla forma di governo, ma dobbiamo qui assumere l'impegno che quella dello scorso febbraio è stata l’ultima consultazione elettorale con la legge vigente Le forze politiche saranno in grado di trovare ottime soluzioni con la precisazione che migliore della legge attuale sarebbe almeno il ripristino della legge elettorale precedente.

A cura di Gabriele Bivona
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