Debiti Pubblica amministrazione: Mancato il primo obiettivo

02/05/2013

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La procedura per il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione verso le imprese fallisce il suo primo obiettivo fissato per il 29 aprile scorso.
Lunedì 29 aprile è scaduto, infatti, il termine entro il quale le p.a. avrebbero dovuto registrarsi sulla piattaforma telematica del Ministero, mentre era fissata per il 30 aprile la scadenza entro cui le p.a. stesse avrebbero dovuto formalizzare la richiesta delle risorse necessarie ad avviare il pagamento dei debiti.

Da una comunicazione della Direzione Affari Economici e Centro Studi dell’Ance è possibile rilevare che alla data del 30 aprile 2013 (ore 14:00), le amministrazioni che hanno completato la procedura di registrazione sulla piattaforma telematica sono:
  • 12 Regioni e Province Autonome (su 21);
  • 68 Province (su 110);
  • circa 3.800 Comuni (su 8.092) e 46 Unioni di Comuni;
  • circa 800 Amministrazioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri (di cui solo 4 degli 11 Provveditorati alle Opere Pubbliche);
  • 2 Agenzie Fiscali;
  • 72 Aziende Sanitarie Locali e 1 agenzia regionale di sanità;
  • 32 Comunità Montane;
  • 17 Università;
  • 2 Consorzi tra amministrazioni locali.

Sono, quindi, moltissime le p.a che non hanno neppure avviato la registrazione e dai dati rilevati dall'Ance avrebbero completato l'iscrizione meno di un terzo delle amministrazioni interessate e tutte le altre che non hanno rispettato la scadenza dovrebbero andare incontro alle pesanti sanzioni previste dal decreto sblocca-debiti. Le amministrazioni, invece, che hanno iniziato la procedura di accreditamento alla piattaforma telematica entro il 29 aprile, anche se non hanno ancora ricevuto le credenziali di accesso al sistema non incorreranno in alcuna conseguenza.
Il Ministero, con un comunicato, ha ammesso l'esistenza di problemi tecnici affermando che, a causa dell'elevato numero di richieste pervenute, l'invio di user-name e password può richiedere alcuni giorni, in quanto è subordinato al controllo della documentazione e dei dati forniti dai richiedenti ed in tali casi, fa fede il messaggio di posta elettronica, rilasciato in automatico, che attesta la corretta acquisizione della richiesta di accreditamento

Ricordiamo, anche, che, ai sensi dell'art. 7, comma 1 del DL n. 35/2013, entro 20 giorni dalla data di entrata in vigore dello stesso (quindi entro il 29 aprile 2013), le amministrazioni pubbliche, ai fini delle certificazioni di cui citato articolo 9, commi 3-bis e 3-ter del DL 185/2008, devono avere già provvedono a registrarsi sulla piattaforma elettronica predisposta dal Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato sulla quale viene gestito in via telematica il meccanismo della certificazione (accessibile all'indirizzo http://certificazionecrediti.mef.gov.it/CertificazioneCredito/home.xhtml) e che ai sensi del successivo comma 2, la mancata registrazione entro il predetto termine è rilevante ai fini della misurazione e della valutazione della performance individuale dei dirigenti responsabili e comporti responsabilità dirigenziale e disciplinare. Inoltre, i dirigenti responsabili sono assoggettati ad una sanzione pecuniaria pari a 100 euro per ogni giorno di ritardo nella registrazione sulla piattaforma elettronica.

In verità il Ministero ha diffuso con un certo ritardo le istruzioni operative destinate a regioni, province autonome ed enti locali ed il vademecum, contenuto nella circolare della Ragioneria generale dello Stato n. 19, è arrivato lo stesso giorno della scadenza.
Per questo, RETE Imprese Italia ha ribadito la necessità di introdurre una "clausola di salvaguardia" che consenta alle imprese, in caso di inceppamento del sistema definito nel decreto, di attivarsi direttamente compensando i crediti da riscuotere con i debiti fiscali e previdenziali ed ha, anche, aggiunto di confidare che il nuovo Governo voglia riconsiderare l’impianto del provvedimento, semplificando le procedure e prevedendo meccanismi operativi che tengano nella massima considerazione il diritto dei creditori.
<<br /> In allegato la comunicazione della Direzione Affari Economici e Centro Studi dell’Ance.

A cura di Gabriele Bivona

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