Federarchitetti: no al POS e all'assicurazione obbligatoria per architetti e ingegneri

02/12/2013

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Dopo la lettera inviata lo scorso ottobre al Ministero dello Sviluppo Economico, al Ministero dell'Economia e delle Finanze e alla Banca d'Italia, Federarchitetti ha voluto ribadire la propria netta ed inequivocabile contrarietà all'obbligo del POS obbligatorio in partenza il prossimo 1 gennaio e a quello di assicurazione professionale, già in vigore dal 15 agosto 2013.

Federarchitetti ha evidenziato l'unitarietà con cui recentemente gli organi istituzionali e di rappresentanza delle libere professioni tecniche hanno manifestato la loro contrarietà al prossimo inutile balzello a cui andranno incontro i professionisti, chiedendo che il Governo si decida a fare marcia indietro.

Ricordiamo, infatti, che sono già arrivate le proteste da parte:
  • del Consiglio Nazionale degli Ingegneri (Leggi news);
  • di Federarchitetti (Leggi news);
  • del Consiglio Nazionale dei Geologi (Leggi news);
  • del Consiglio Nazionale Ordine Consulenti del Lavoro (Leggi news);
  • della Rete delle Professioni Tecniche (RPT), istituzione che comprende architetti, ingegneri, geologi, periti industriali, geometri, periti agrari, chimici, tecnologi alimentari, dottori agronomi e forestali (Leggi news).

I comunicati delle professioni tecniche hanno confermato, dunque, le proteste da parte di Federarchitetti: il POS è il tributo di un Governo oggi prono alle banche come, solo ieri, prono alle compagnie assicurative con l'introduzione dell'obbligo indifferenziato dell'assicurazione obbligatoria per centinaia di migliaia di liberi professionisti ormai senza lavoro.

Federarchitetti ha, infine, ribadito come in un momento storico in cui l'edilizia è ferma, l'economia bloccata dai vincoli burocratici e i crediti sono sempre più insoluti, il Governo non è riuscito a trovare soluzioni utili se non a strizzare i liberi professionisti con ulteriori ed inutili balzelli. Anche Federarchiettti, dunque, si è detta pronta a prendere in considerazione, per la prima volta, la possibilità di una astensione dall'attività professionale insieme agli altri liberi professionisti per respingere fermamente i continui attacchi della politica al mondo delle professioni tecniche.

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