OICE e Appalti pubblici: progetto, trasparenza e lotta alla corruzione prioritari nel nuovo codice

24/02/2015

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"Siamo in una fase di pesantissima crisi di scarsa trasparenza e concorrenza, visto che soltanto il 15% degli affidamenti avviene con gara aperta, di evidente inadeguatezza della progettazione posta a base di gara, di sottostima dei corrispettivi soggetti a ribassi non arginabili e di distorsioni della disciplina dell'appalto integrato".

Con queste parole del Presidente Ing. Patrizia Lotti si è svolta ieri l'audizione dell'OICE presso la Commissione lavori pubblici del Senato sul disegno di legge di delega per l'attuazione delle nuove direttive appalti pubblici. Uno dei punti principali evidenziati riguarda il rilancio della centralità del progetto riducendo l'appalto integrato a procedura eccezionale. "Occorre tornare - come regola - all'affidamento dei lavori sulla base di dettagliati e accurati progetti esecutivi, come ha anche affermato il presidente ANAC, e ricondurre l'appalto integrato a procedura eccezionale e derogatoria nella quale comunque assicurare il pagamento diretto del progettista, il mantenimento della qualificazione dei progettisti, la possibilità di utilizzare come referenze i progetti predisposti per l'impresa che partecipa alla gara. Dobbiamo poi ribadire l'aggiudicazione delle gare di progettazione con l'OEPV e limitare i ribassi introducendo l'obbligo di apertura delle buste economiche soltanto dopo il superamento di un predeterminato punteggio tecnico come andiamo dicendo da cinque anni".

Il secondo punto evidenziato dal Presidente Lotti riguarda uno dei problemi principali che affligge il Paese: la corruzione. "Sul piano della lotta alla corruzione - ha affermato il Presidente OICE - abbiamo formalizzato la proposta di istituzione di un Albo nazionale dei commissari di gara gestito dall'Autorità nazionale anti corruzione, con scelta dei commissari tramite sorteggio e rotazione di incarichi e con previsione che le commissioni siano composte in maggioranza da soggetti esterni alle stazioni appaltanti; altrettanto fondamentale è l'estensione di meccanismi di attribuzione di rating di legalità e l'introduzione di criteri reputazionali, con un sensibile rafforzamento dei poteri di regolazione e di vigilanza dell'ANAC, strumentali al rispetto delle regole da parte delle stazioni appaltanti".

Riguardo le funzioni amministrative della pubblica amministrazione, l'ing. Lotti ha evidenziato come sia "necessario riorganizzare le funzioni della P.A., da concentrare sulla programmazione e sul controllo, con conseguente ricorso a terzi per la progettazione e per le attività di PMC - almeno per le grandi infrastrutture - e va al più presto riformato il sistema AVCPass che crea molti problemi agli operatori e alle stazioni appaltanti".

In merito al rilancio della progettazione, Patrizia Lotti ha concluso che "non va dimenticato che per fare buoni progetti occorre investire sulla progettazione, mentre l'Italia è ai livelli più bassi in Europa, e dedicare un adeguato tempo alla redazione dei progetti, il tutto senza dimenticare che il rapporto fra P.A. e progettista deve essere trasparente e corretto ed è per questo che chiediamo che anche attraverso meccanismi di soft law, possano essere previsti contratti-tipo e bandi-tipo".

A cura di Gabriele Bivona
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