Opere pubbliche, Basta gare al massimo ribasso

17/04/2015

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Uno dei principali problemi della qualità del patrimonio edilizio pubblico italiano è certamente legato al criterio di aggiudicazione delle gare. I crolli di strade e viadotti degli ultimi mesi hanno posto alla ribalta il problema del massimo ribasso che col tempo ha rivelato tutte le sue falle.

Da anni i professionisti dell'area tecnica hanno denunciato aggiudicazioni ben oltre il limite dell'anomalia (sia per la fase progettuale che per quella esecutiva) e solo negli ultimi tempi il Presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) Raffaele Cantone ha ammesso che quello del massimo ribasso è certamente il criterio di aggiudicazione degli appalti pubblici che meno premia la qualità delle opere e che più presta i fianchi alle infiltrazioni mafiose.

Ultimo in ordine cronologico a parlare del problema è stato Toni Principi, Vice Presidente dell'Associazione Italiana Segnaletica e Sicurezza (AISES) e direttore generale di Hauraton Italia, azienda specializzata nella produzione di sistemi di drenaggio stradale, che è intervenuto in seguito ai recenti crolli registrati sulla rete viaria italiana e al conseguente annuncio di dimissioni di Pietro Ciucci, Presidente dell'Anas. "Il vero risparmio per la realizzazione di opere pubbliche non sta nel fare gare al massimo ribasso, scegliendo per i capitolati tecnici prodotti non sempre a norma. E risparmio non è nemmeno taglio del numero di grandi opere previste. Risparmio è realizzare quelle stesse opere in sicurezza, evitando i costi di riparazione. In Italia questo non avviene. E le nostre strade crollano. Sono anni che denunciamo questa vergogna e le conseguenze, oggi più che mai, sono sotto gli occhi di tutti".

"La nostra associazione - prosegue Principi - si batte da tempo su questo fronte e intende continuare a farlo senza sosta in attesa che chi ha potere decisionale capisca quanto è importante realizzare infrastrutture sicure. Garantire l'incolumità dei cittadini deve essere il primo obiettivo. Non c'è retorica in queste affermazioni, solo l'esperienza in un settore strategico per la sicurezza stradale, come quello dei sistemi di drenaggio, troppo spesso trascurato. Al punto da poter affermare che quello di Modena non sarà l'ultimo sottopasso allagato".

Appare utile ricordare che l'ultima versione del ddl di recepimento delle direttive europee sugli appalti sembra vogliano valorizzare la fase progettuale, vietare gli affidamenti attraverso procedure derogatorie rispetto a quelle ordinarie (con uniche eccezioni relative alle urgenze determinate da calamità naturali), prevedere nel caso di lavori aggiudicati con la formula del contraente generale la qualificazione dei responsabili tecnici coinvolti nella realizzazione delle opere. Dovrebbero essere limitate le varianti e prevista l'offerta economicamente più vantaggiosa in luogo del massimo ribasso.

Insomma i buoni propositi ci sono ma ricordiamoci pure che non esiste regola in grado di evitare l'illegalità e che qualsiasi apparato normativo e regolamentario viene spazzato via come un castello di carte se non esiste un sistema di controllo super partes e una cultura della legalità che può essere raggiunta solo attraverso anni di applicazione severa delle regole.

A cura di Gianluca Oreto - -
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