Architetti: stabilizzare gli ecobonus con un programma decennale

19/05/2015

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"Chiediamo l'immediata attivazione del Fondo per il risparmio energetico e la stabilizzazione, in un programma decennale, degli ecobonus, per quanti - privati, aziende e condomini - rigenerino i propri edifici, garantendone il salto di almeno 2 classi energetiche. Per questo motivo apprezziamo le dichiarazioni del ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti e del Sottosegretario allo Sviluppo economico, Simona Vicari, sulla stabilizzazione degli eco bonus, misura per la quale si batte da anni, con tanto vigore, il presidente della Commissione Ambiente e Territorio della Camera, Ermete Realacci".

Queste le parole di Leopoldo Freyrie, Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Pesaggisti e Conservatori, confermando una precedente richiesta in cui era stata evidenziata la necessità di considerare gli incentivi come delle opportunità di investimento in grado di consentire sviluppo, occupazione e un ritorno certo e misurabile per l'ambiente.

Ricordiamo, infatti, che il Presidente Freyrie già lo scorso anno aveva parlato della necessità di istituire una cabina di regia per coordinare i diversi interventi di efficientamento, rendendoli coerenti con le politiche di riuso, affinché si possa rendere l'efficienza energetica uno strumento strategico di politica ambientale, culturale, economica ed anche di politica estera. "Ribadiamo, dopo averlo sostenuto da anni - ha, infatti, ribadito il presidente Leopoldo Freyrie - che una politica di risparmio energetico sul patrimonio edilizio italiano, attivata su 12 milioni di edifici, è in grado di generare risorse economiche private, mettendo a reddito gli oltre 20 miliardi annui di energia che, invece, viene sprecata. E' positivo che anche il Presidente di Confindustria indichi la politica di risparmio energetico nell'edilizia come uno degli stimoli fondamentali per lo sviluppo e per la ripresa".

"Il risparmio energetico - ha continuato il Presidente degli Architetti Italiani - è una misura strutturale economica e ambientale e, anche, di politica estera, per rendere il Paese indipendente - in termini di forniture - da quelli a basso tasso di democrazia dai quali l'Italia si approvvigiona. E' indubbiamente uno strumento per migliorare i conti delle famiglie italiane - che potrebbero risparmiare 1.500 euro all'anno di bollette - ma lo è anche per migliorare l'habitat, fare più belle le città e porre riparo alla spaventosa crisi dell'edilizia".

"Questo settore così fondamentale per il Paese - conclude Freyrie - ha perso 700 mila posti di lavoro, più di qualunque altro settore industriale, ma nessun Tavolo è stato aperto nella sala Rossa di Palazzo Chigi: è ora di avere progetti e politiche per una città migliore. Ci aspettiamo che il Green Act vada in questa direzione".

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