Normativa antisismica: il quadro sinottico delle Regioni italiane

21/12/2016

6.517 volte

È stato inviato dalla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee Legislative delle Regioni e delle Province Autonome al Presidente della VIII Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei deputati, Ermete REALACCI, il quadro sinottico della normative antisismiche delle Regioni italiane.

Il documento ricostruisce attentamente il quadro completo della normativa antisismica nazionale e regionale, ponendo particolare attenzione sulle misure previste da ciascuna Regione nel campo della prevenzione sismica:

  • la classificazione simica, che consiste nella suddivisione del territorio della Repubblica italiana in specifiche aree, caratterizzate da un comune rischio sismico;
  • la normativa sismica, con la quale si indicano i criteri da dover seguire per garantire la costruzione di strutture maggiormente stabili, in grado di ridurre la tendenza delle stesse a subire danni in seguito ad un evento sismico.

Viene effettuata una ricognizione degli atti statali ai quali i singoli Enti territoriali si sono conformati e un confronto diretto tra queste ultime. Nel dettaglio, il corpus normativo, comprensivo anche degli atti amministrativi, è articolato e piuttosto cospicuo, ma gli atti di riferimento per le Regioni sono i seguenti:

  • la Legge 15 marzo 1997, n. 59 recante la "Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle Regioni ed agli Enti Locali per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa";
  • il D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 112 sul "Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni ed agli Enti Locali, di attuazione del I Capo della L. n. 59/1997";
  • il D.P.R. n. 380/2001 recante "Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia";
  • la Legge 9 novembre 2001, n. 401 con la quale è stato convertito in legge, con modifiche, il decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343 recante "Disposizioni urgenti per assicurare il coordinamento operativo delle strutture preposte alle attività di protezione civile";
  • l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003 recante "Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione del territorio nazionale e di normative tecniche" - Tale OPCM ha previsto una delega per gli Enti Locali, ai quali veniva conferito l’incarico di effettuare la classificazione sismica di ogni singolo Comune;
  • il D.M. 14 gennaio 2008 recante approvazione delle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni;
  • la Circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 617 del 2 febbraio 2009 recante "Istruzioni per l'applicazione delle Nuove norme tecniche per le costruzioni di cui al decreto ministeriale 14 gennaio 2008".

Alla luce della delega prevista dall'OPCM n. 3274/2003, quasi tutte le Regioni italiana, nonché le Province autonome di Trento e Bolzano, si sono dotate di apposite normative con le quali sono stati aggiornati gli elenchi dei Comuni sismici nei loro territori ed è stata individuata la normativa applicabile alla progettazione edilizia, per la quale è stato altresì introdotto l’obbligo di adeguamento degli strumenti urbanistici alle norme derivanti dalla nuova classificazione ed alle eventuali prescrizioni scaturenti dagli studi di microzonazione sismica di volta in volta eseguiti. L'OPCM n. 3274/2003 ha lasciato alle singole Regioni facoltà di introdurre o meno l’obbligo di progettazione antisismica nelle zone 4. In considerazione di tale previsione, alcuni Enti territoriali (Sicilia, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Puglia) hanno esteso tale obbligo anche nei territori ricompresi nelle zone 4; altre (Sardegna, Veneto), invece, hanno optato per l’esenzione da questo obbligo per i Comuni a trascurabile sismicità, come risulta dai provvedimenti dalle stesse emanati.

La Classificazione Sismica

Nel dettaglio, l’attuale quadro di riferimento risulta così composto:

Abruzzo - la regione ha integralmente recepito la classificazione effettuata con l’Ordinanza del PCDM del 2003 e s. m. i.

Basilicata - con la D.G.R. n. 2000/2003 la Regione ha provveduto all’individuazione e alla classificazione delle zone sismiche del territorio, con conseguente modifica degli elenchi dei Comuni qualificati come sismici.

Calabria - con la D. G. R. n. 47 del 10 febbraio 2004 la Regione


Vuoi continuare a leggere questo articolo?
o Registrati



PARTECIPA ALLA DISCUSSIONE

Esprimo il consenso al trattamento dei dati personali ai sensi della normativa vigente e secondo le finalità illustrate nell'informativa