Semplificazioni fiscale: audizione dell’ANCE in Parlamento

08/06/2017

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Semplificazioni fiscale: audizione dell’ANCE in Parlamento

Interessanti le proposte presentate dall'ANCE durante l'audizione dello scorso 6 giugno presso la Commissione bicamerale per la semplificazione nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle semplificazioni possibili nel settore fiscale.

Il tema dell'audizione ha riguardato quello che è unanimemente riconosciuto uno dei problemi principali per chi esercita un'attività produttiva: la complessità del sistema fiscale e i costi sostenuti per adempiere agli innumerevoli obblighi fiscali e per affrontare il contenzioso connesso agli errori. La delegazione ANCE, guidata dal Vice Presidente per l’Area economico-fiscale-tributaria, Giuliano Campana, ha evidenziato gli aspetti deleteri del sistema fiscale sul settore edilizio.

"Non esiste altro comparto - commenta l'ANCE - in cui le regole fiscali siano così complesse da rendere necessario uno specialista della normativa del settore, per districarsi nelle migliaia di norme fiscali applicabili. Basti pensare alla disciplina dell’IVA specifica per il settore immobiliare, alla tassazione degli immobili delle imprese o all’imposta di bollo per la partecipazione alle gare pubbliche. Si aggiungano, inoltre, i continui e repentini cambiamenti normativi, che rendono ancora più difficile capire preventivamente il corretto comportamento da assumere di fronte al Fisco".

Secondo una recente indagine condotta dai Costruttori italiani, una piccola media impresa deve sottostare ogni anno a circa 25 adempimenti fiscali ed ad oltre 70 scadenze tributarie. Elevatissimo anche il numero di adempimenti a carico dei contribuenti, tali da costituire nei fatti un serio disincentivo all’investimento immobiliare.

A fronte di tale situazione, l'ANCE ha evidenziato la necessità che il Legislatore provveda ad avviare una forte semplificazione del sistema fiscale, che, per le imprese di costruzioni, andrebbe attuato secondo 2 direttrici fondamentali:

  • da un lato, migliorare il rapporto di collaborazione fra fisco e contribuenti, che viene, ad oggi, ostacolata da una serie di adempimenti “vessatori”, in particolare in tema di IVA; che si traducono in un mero costo economico per l’impresa, a fronte di una assoluta mancanza di vantaggi premiali;
  • d’altro lato, superare gli ostacoli all’adempimento fiscale, dovuti all’elevato grado di incertezza che, spesso, caratterizza il calcolo stesso del debito tributario, sia in fase di acquisto che di possesso degli immobili.

Split Payment e Reverse Charge

Durante l'audizione, il Vice Presidente Campana si è soffermato su uno dei temi che da poco sta tartassando anche i liberi professionisti (leggi articoli) e ha ricordato che il D.L. n. 50/2017 (alle ultime battute per la conversione in legge) ha stabilito la proroga al 2020 per il meccanismo della “scissione dei pagamenti” (cd. “split payment”), superando la data del 31 dicembre 2017, originariamente fissata dall'Unione Europea quale termine ultimo d’applicazione dello strumento. Per le fatture emesse dal 1° luglio 2017, relative a cessioni di beni e prestazioni di servizi, il meccanismo dello “split payment” viene esteso, poi, anche nei confronti delle società a partecipazione pubblica.

"In generale - sostengono i costruttori - la proroga e l’ampliamento dell’ambito applicativo dello “split payment” vanno valutate negativamente, in quanto l’obbligo di fatturazione elettronica nei rapporti con tutte le PP.AA. è già in vigore dal 2015 ed è considerato elemento già sufficiente per il contrasto all’evasione IVA".

Sempre sul tema, l'ANCE afferma che "Per risolvere il problema del credito IVA, anche nell’ottica della semplificazione, ad avviso dell’Associazione, basterebbe potenziare l’uso della fatturazione elettronica, facendo nuovamente incassare l’IVA anche alle imprese di settore, eliminando lo split payment e il reverse charge. Nel frattempo, però, occorre rendere immediato il tempo di recupero del credito IVA semplificando le regole per l’accesso ai rimborsi. In particolare si potrebbero adottare ulteriori meccanismi operativi di accelerazione del recupero del credito, quali, ad esempio un modello di dichiarazione IVA mensile che consenta la compensazione del credito IVA già il mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione, ovvero l’applicazione dello stesso meccanismo di versamento dell’IVA anche nei confronti dei fornitori. A titolo esemplificativo, se l’impresa presta servizi o cede beni ad una pubblica amministrazione, non riceve l’IVA applicandosi lo “split”. La stessa impresa non dovrebbe pagare l’IVA sulle fatture dei propri fornitori, proprio mediante l’applicazione del “reverse”. La sua posizione IVA in questo modo verrebbe quasi del tutto azzerata, senza che emerga alcun credito".

Lavori pubblici

In riferimento al settore dei lavori pubblici, recentemente riformato dal D.Lgs. n. 50/2016 (c.d. Codice dei contratti pubblici) e dal D.Lgs. n. 56/2017 (c.d. Decreto correttivo), uno degli aspetti fiscali più critici riguarda il corretto assolvimento dell’imposta di bollo sugli atti da produrre sia in sede di partecipazione che di aggiudicazione dei lavori. "La normativa che disciplina la materia - afferma l'ANCE - individua diverse categorie di atti, differenziando l’applicabilità e la misura del tributo, a seconda dell’obbligo di presentazione dell’atto ai competenti uffici amministrativi per la sua registrazione. Questo, di fatto, genera errori senza colpa ma che si trasformano in costi elevatissimi a carico delle imprese che devono produrre tutta la documentazione necessaria nelle diverse fasi di gara".

Sul tema, da tempo l’ANCE sostiene l’assoluta urgenza di un vero e proprio riordino della materia, preso atto, nel corso degli anni, che le Amministrazioni Pubbliche, nell’esercizio delle proprie funzioni di stazioni appaltanti, assumono comportamenti spesso contraddittori e difformi da territorio a territorio. Per far fronte a questa situazione, occorrerebbe, ad esempio, l’introduzione di un’imposta d’atto “sostitutiva”, applicata in misura proporzionale sull’importo dei lavori posto a base d’asta.

Tassazione immobili

La delegazione dei costruttori italiani si è soffermata anche sul tema della riforma della tassazione locale sugli immobili evidenziando la necessità di una sostanziale semplificazione ed un assetto definitivo e stabile. "Il continuo modificarsi delle norme di riferimento - affermano i costruttori - ha prodotto, infatti, solo un indiscriminato aumento della pressione fiscale sugli immobili, legato quindi a fenomeni patologici - più volte denunciati - che, ad esempio per le imprese di costruzioni, sono stati rappresentati dalla tassazione IMU e TASI sui fabbricati costruiti o ristrutturati per la successiva vendita, cd. “beni merce” delle imprese edili. È vero che, dal 2013, è stata esclusa la tassazione IMU su tali fabbricati, fintanto che non siano in ogni caso locati, ma poi, la successiva introduzione della TASI ha comunque comportato la sostanziale reintroduzione di un’imposta patrimoniale, camuffata da imposta sui servizi, tra l’altro non fruiti da tale tipologia fabbricati. Inoltre, l’esclusione da prelievo IMU e TASI non si applica in nessun caso alle aree destinate alla costruzione per la successiva vendita, facenti parte anch’esse del “magazzino” delle imprese edili".

In allegato l'indagine conoscitiva sulle semplificazioni fiscali in edilizia condotta dall'ANCE.

A cura di Ufficio Stampa ANCE

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