Certezza dei Pagamenti, i professionisti rispondono ad ANCE Sicilia

01/08/2017

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Non si è fatta attendere la reazione del mondo professionale alle dichiarazioni di Santo Cutrone, presidente dell’Ance Sicilia, che aveva definito un "grave errore sia giuridico che tecnico" l'emendamento al Disegno di legge n. 1259 approvato dalla IV Commissione dell'Assemblea Regionale Siciliana (ARS) con in quale viene modificata la legge regionale 10 agosto 2016, n. 16 e inserito un articolo che obbliga il Comune acquisire l'autocertificazione dei professionisti relativa al pagamento delle spettanze per le prestazioni svolte, per poter emettere un titolo abilitativo (leggi articolo).

La risposta è arrivata dal Comitato delle Professioni Tecniche, associazione che da anni è impegnata allo scopo di mettere in atto una serie di misure che possano definire i criteri per la determinazione dei compensi ma soprattutto garantire la certezza dei pagamenti dei compensi pattuiti con i clienti.

Di seguito il comunicato stampa a firma del Presidente Ing. Michele Angelo Privitera e del vice Presidente Ing. Arch. Raffaella Forgione.

"In questi giorni, con i Colleghi del Comitato Professioni Tecniche, stiamo assistendo a diverse reazioni del mondo politico, delle professioni e dell'edilizia in genere, rispetto all'emendamento presentato dal deputato Giampiero Trizzino (M5S) al Disegno di legge n. 1259 approvato dalla IV Commissione dell'Assemblea Regionale Siciliana (ARS) con il quale viene modificata la legge regionale 10 agosto 2016, n. 16, che obbliga il Comune ad acquisire l'autocertificazione dei professionisti relativa al pagamento delle spettanze per le prestazioni svolte, per poter emettere un titolo abilitativo.

Un primissimo commento, che ci ha lasciato sgomenti, è stato fatto proprio durante i lavori della IV Commissione all'ARS: un deputato ha affermato: "il problema è chi ha soldi ottiene la licenza e chi non ha soldi o si trova in cattive acque non la può ottenere". Tale obiezione dimostra che non ci sono argomenti oggettivi per contrastare una norma di questo genere. La prima replica che viene in mente è: "per quale ragione chi non ha soldi dovrebbe costruire rubando il lavoro altrui?".

Accoglie con entusiasmo la notizia, invece, il Presidente dell'Ordine degli Architetti di Agrigento, Alfonso Cimino, auspicando a nome dell'Ordine che l’approvazione dell’emendamento sia sostenuta, autorevolmente, da tutta la deputazione agrigentina.

Non sono condivisibili, a nostro giudizio, le motivazioni con cui il presidente dell'ANCE Sicilia, Santo Cutrone, chiede all'ARS addirittura di respingere questo emendamento. Ricordiamo che l'emendamento è consequenziale alla mutazione genetica del mondo delle professioni tecniche in Sicilia, indotta dall'applicazione della legge 16/2016, che ha visto un ulteriore incremento di responsabilità per i professionisti (progettisti, direttori dei lavori e collaudatori). Cosa ben diversa sono le imprese, sia in veste di committenti che di costruttori. Pur essendo la nostra una piccolissima associazione, abbiamo da anni un ottimo rapporto di confronto e scambio di idee e proposte con  i deputati del M5S, come pure con altre compagini politiche interessate al mondo delle professioni. Pertanto riteniamo che a maggior ragione l'ANCE avrà modo di preparare norme ed emendamenti a garanzia delle imprese, senza demolire ciò che interessa i professionisti ed esula dal suo campo di interesse.

La norma, che si applicherà evidentemente alle procedure edilizie successive alla sua entrata in vigore, costituisce un elemento di controllo che innesca un circolo virtuoso, a miglioramento della qualità delle prestazioni ed a garanzia dello stesso committente e degli enti pubblici che rilasciano titoli abilitativi; la redazione della documentazione necessaria per ottenere SCIA Cila Autorizzazioni paesaggistiche, Autorizzazioni sismiche, Certificazioni energetiche, è di esclusivo appannaggio dei professionisti. Per cui non si comprende l’intromissione dell’ANCE in pratiche che non sono in alcun modo di sua competenza. Verrebbe da pensare: forse i costruttori in veste di committenti sono interessati a non pagare i professionisti anche quando abbiano svolto il proprio lavoro ottenendo i titoli abilitativi?

Riteniamo, inoltre, che gli effetti positivi di un tale provvedimento possano essere massimizzati se parallelamente verrà posto in atto dagli Ordini Professionali, enti preposti al controllo dell'esercizio della professione, un controllo sull'osservanza dell'obbligo di stipula dei disciplinari e dei contratti di Incarico Professionale con la Committenza Privata (Decreto Legge 24 Gennaio 2012, N. 1 Legge di Conversione 24 Marzo 2012, N. 27)".

Lasciamo come sempre a voi ogni commento utile ad approfondire la discussione.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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