Istat e Indici prezzi al consumo novembre 2017: Frena l’inflazione con un +0,9%

03/01/2018

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L'Istat ha comunicato il dato definitivo sull'incremento dell'indice dei prezzi al consumo nel mese di Novembre 2017; l'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati al netto dei tabacchi ha avuto una battuta d’arresto per il mese di novembre 2017 con la nuova base 2015 attestandosi sul valore di 100,80 con una lieve diminuzione rispetto a quello del mese precedente.
La variazione mensile è stata del -0,10% e quella annua del +0,80%. Ai fini della determinazione del trattamento di fine rapporto (TFR) maturato nel periodo tra il 15 Novembre 2017 ed il 14 Dicembre 2017, occorre rivalutare la quota accantonata al 31 Dicembre 2016 del + 1,748878%.

Ricordiamo che a partire dai dati di gennaio 2016, la base di riferimento dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC) e dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) è il 2015 (la precedente era il 2010).

Il coefficiente di raccordo dalla base 2010 alla base 2016 dell'indice generale dei prezzi al consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati (senza tabacchi) è pari a 1,071.

Nel mese di novembre 2017, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, diminuisce dello 0,2% su base mensile e aumenta dello 0,8% rispetto ad novembre 2016 (era +1,0% a ottobre), confermando la stima preliminare.

L’ulteriore lieve frenata dell’inflazione (per il terzo mese consecutivo) si deve per lo più al rallentamento, dal lato dei beni, della crescita dei prezzi degli Alimentari non lavorati (+3,2% da +3,8% di ottobre) e, dal lato dei servizi, dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,9% da +1,4%), attenuato in parte dall’accelerazione dei prezzi degli Energetici non regolamentati (+5,0% da +4,3% del mese precedente).

Pertanto, l’”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, scende di un decimo di punto percentuale (+0,4% da +0,5% di ottobre) come quella al netto dei soli Beni energetici, che si attesta a +0,6% (da +0,7%).

La diminuzione su base mensile dell’indice generale è dovuta prevalentemente al calo, influenzato da fattori stagionali, dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-1,4%) e dei Servizi relativi ai trasporti (-1,0%), solo in parte compensato dall’incremento dei prezzi dei Beni energetici non regolamenti (+1,3%), spinti dal rialzo di quelli di carburanti e gasolio.

Su base annua la crescita dei prezzi dei beni accelera, seppur lievemente, e si attesta a +1,3% (da +1,2% di ottobre) mentre rallenta quella dei servizi (+0,5% da +0,7%). Il differenziale inflazionistico tra servizi e beni si conferma quindi negativo e pari a -0,8 punti percentuali (era -0,5 a ottobre).

L’inflazione acquisita per il 2017 è pari a +1,2% per l’indice generale e +0,6% per la componente di fondo.

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dello 0,3% su base mensile e dell’1,6% su base annua (da +1,7% di ottobre).

A novembre, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) diminuisce dello 0,2% su base mensile e aumenta dell’1,1% su base annua (come a ottobre), confermando la stima preliminare.

Per quanto concerne le locazioni l'indice annuale, ridotto al 75%, si è attestato al +0,600% e l'indice biennale al +0,675%
L'Istat spiega che, nel mese di novembre 2017, per quanto concerne l'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività, gli incrementi congiunturali più significativi si sono verificati nei capitoli Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+0,3%), Abbigliamento e calzature, Abitazione acqua elettricità e combustibili, Altri beni e servizi (+0,1% per tutti e tre).

Variazioni nulle si sono registrate nei capitoli Mobili e servizi per la casa, Servizi sanitari e spese per la salute, Istruzione.

Variazioni congiunturali negative si sono verificate nei capitoli Servizi ricettivi e di ristorazione (-1,8%), Ricreazione spettacoli e cultura (-0,2%), Comunicazioni, Trasporti (-0,1% per entrambi ).

Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Trasporti (+2,7%), Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+2,0%), Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+1,9%), Servizi ricettivi e di ristorazione (+1,1%), Altri beni e servizi (+0,6%).

Quelli più contenuti si sono registrati nei capitoli Ricreazione, spettacoli e cultura (+0,5%), Abbigliamento e calzature (+0,2%), Bevande alcoliche e tabacchi, Servizi sanitari e spese per la salute (+0,1% per entrambi).

Incrementi tendenziali nulli si sono registrati nel capitolo, Mobili articoli e servizi per la casa.
Gli incrementi tendenziali negativi si sono registrati nei capitoli Istruzione (-16,2%), Comunicazioni (-1,0%).
Nell'ambito delle 20 città capoluogo di regione, gli aumenti tendenziali più elevati dell'indice NIC si sono verificati nelle città di Bolzano (+1,8%), Genova (+1,3%), Milano (+1,2%), Trento (+1,1%), Catanzaro, Aosta e Perugia (+1,0 per tutte e tre), Torino, Palermo e Roma (+0,9% per tutte e tre), Firenze e Venezia (+0,8% per tutte e due), Cagliari, Napoli  e Trieste (+0,7% per tutte e tre), Bari (+0,6%), Ancona e (+0,5%), Potenza (+0,4%).Bologna e (+0,1%).

I prossimi indici saranno pubblicati il 15 Gennaio 2018.               

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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