CTR Roma: Tari ridotta con raccolta rifiuti svolta in modo non efficiente

11/06/2018

2.323 volte

Riduzione sino al 40% sulla Tarsu per chi subisce disservizi protratti nella raccolta dei rifiuti. È quello che si legge nell’interessante sentenza n. 22531/2017 con cui la Corte di Cassazione precisa che, in caso di continui disservizi nella raccolta dei rifiuti, i contribuenti hanno diritto alla riduzione della Tari.

Il principio, fissato nella citata sentenza della Corte di Cassazione, è stato ribadito dalla Commissione tributaria provinciale di Roma, che con la recente sentenza n. 6269/41/2018 ha stabilito che in caso di grave disservizio nella raccolta dei rifiuti, comprovata da diffide scritte al comune ed all'azienda incaricata del servizio, unitamente a rilievi fotografici, il contribuente ha diritto ad una riduzione della tariffa dovuta pari al 50%.

Con l'ordinanza del 2017 la Cassazione aveva sancito il diritto del contribuente alla riduzione degli importi “per il solo fatto che il servizio di raccolta, debitamente istituito e attivato, non venga poi concretamente svolto, ovvero venga svolto in grave difformità rispetto alle modalità regolamentari relative alle distanze e capacità dei contenitori ed alla frequenza della raccolta; così da far venire meno le condizioni di ordinaria e agevole fruizione del servizio da parte dell'utente”.

Il Movimento difesa consumatori che da anni denuncia le gravi irregolarità nell'applicazione della tassa rifiuti da parte di migliaia di comuni è soddisfatto per la decisione della Ctp di Roma.

Siamo contenti della decisione della Commissione tributaria di Roma”, ha commentato il Francesco Luongo, presidente nazionale Movimento difesa consumatori anche se lo stesso pensa che il cittadino avrebbe potuto ottenere una riduzione ancora maggiore, visto che la normativa in materia di Tari (commi 655-656 della legge 147/2013), che dal 2014 ha preso il posto di Tarsu, Tia e Tares, stabilisce addirittura la possibilità di ridurre la Tariffa dell'80% (la norma dice letteralmente che la tariffa è dovuta nella misura massima del 20 per cento) in caso di “mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti, ovvero di effettuazione dello stesso in grave violazione della disciplina di riferimento, nonché di interruzione del servizio per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi che abbiano determinato una situazione riconosciuta dall'autorità sanitaria di danno o pericolo di danno alle persone o all'ambiente”.

Ovviamente dopo la decisione della Commissione tributaria provinciale di Roma, grande allarme degli enti locali in cui si presentano situazioni di criticità continuata nel servizio di raccolta dei rifiuti urbani, perché eventuali richieste di riduzioni o rimborsi da parte dei contribuenti, rischierebbero di aggravare ulteriormente le casse delle amministrazioni stesse.

In allegato la sentenza n. 22531/2017 della Corte di Cassazione e la sentenza n. 6269/41/2018 della CTP di Roma.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

© Riproduzione riservata



PARTECIPA ALLA DISCUSSIONE

Esprimo il consenso al trattamento dei dati personali ai sensi della normativa vigente e secondo le finalità illustrate nell'informativa