Fondi strutturali 2014-2020: Un agile strumento operativo del CNAPPC per l’accesso alle informazioni

07/06/2018

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Illustrare ed approfondire il vasto panorama dei fondi strutturali a gestione diretta, erogati dalla Commissione Europea e a gestione indiretta, erogati tramite gli Stati e le Regioni: è questo  uno dei principali obiettivi del primo Rapporto su “La Programmazione Europea 2014/2020, opportunità per Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori” che si inserisce tra le azioni promosse dal Consiglio Nazionale per promuovere la diffusione delle conoscenze, stimolare la formazione di nuove competenze e la partecipazione alle Politiche di Coesione.

Il Rapporto sarà illustrato nel corso del Convegno “L’attuazione dell’Agenda Urbana Nazionale e la partecipazione degli Architetti PPC alle Politiche di Coesione” di oggi organizzato dal Consiglio Nazionale degli Architetti.

L’importante documento è suddiviso nelle sezioni:

  • i liberi professionisti e la programmazione europea;
  • i Fondi strutturali europei a gestione indiretta e a gestione diretta;
  • la Strategia Urbana di Sviluppo Sostenibile per le città;
  • la Strategia Nazionale per le Aree Interne;
  • la Cooperazione Territoriale Europea;
  • buone prassi;
  • esperienze Italiane del sistema ordinistico.

Non è solo un documento di approfondimento, ma anche un agile strumento operativo per facilitare l’accesso a informazioni sulle Autorità di Gestione, sui Programmi, sui Bandi in uscita, sui Progetti e sulle buone pratiche già in essere. Fornisce, inoltre, lo stato di attuazione e di avanzamento della spesa dei POR, FESR e FSE di tutte le Regioni Italiane e, da questo punto di vista, è utile non solo ai professionisti, ma può fungere da “stimolo” verso le Amministrazioni Regionali affinché le risorse vengano effettivamente impegnate.

Per Lilia Cannarella, vicepresidente aggiunto del Consiglio Nazionale, “gli architetti devono poter svolgere sempre di più un ruolo attivo nell’attuazione delle Politiche di Coesione, affiancando le Regioni e le Amministrazioni locali nella elaborazione dei progetti, intervenendo nel processo partecipativo per contribuire alla “progettazione per lo sviluppo”; e devono cogliere le opportunità offerte dai fondi strutturali in tema di competitività e di occupazione, a patto però di sapere innovare la propria professione, mobilitando gli interessi sull’attuazione e creando un “mood” di competenze integrate con le altre professioni”.

In allegato il primo RapportoLa programmazione europea 2014-2020. Opportunità per architetti pianificatori paesaggisti conservatori”.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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