Fattura elettronica: Depositato da ANC il ricorso contro l’Agenzia delle Entrate

18/12/2018

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A pochi giorni dell’avvio della procedura relativa alla fatturazione elettronica tra privati e successivamente al  provvedimento n. 481 del 15 novembre 2018 con cui il Garante per la protezione dei dati personali ha avvertito l’Agenzia delle Entrate del fatto che i trattamenti di dati personali effettuati nell’ambito della fatturazione elettronica, ai sensi dell’art. 1 del d.lgs.5 agosto 2015, n. 127 e dei provvedimenti n. 89757 del 30 aprile 2018 e n. 291241 del 5 novembre 2018 del Direttore, così come attualmente delineati, possono violare le disposizioni di cui agli artt. 5, 6, § 3, lett. b), 9, § 2, lett. g), 13, 14, 25 e 32 del Regolamento (Ue) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016  (leggi articolo), arriva, adesso, un ricorso dell’Associazione Nazionale Commercialisti, per il tramite dello Studio legale Nania, depositato il 14/12/2018 presso il Tribunale Civile di Roma contro l’Agenzia delle Entrate con cui è chiesto il differimento dell’entrata in vigore della normativa sulla fatturazione elettronica, almeno fino a quando il sistema non sarà sanato da una serie di vizi relativi al possibile uso improprio dei dati, vizi che pongono gravissimi pregiudizi sulla privacy degli utenti  e sulla sicurezza del sistema economico del Paese.

È una misura estrema” dichiara il Presidente Marco Cuchelalla quale siamo giunti alla fine di un estenuante percorso fatto di segnalazioni, istanze, richieste di incontro a tutte le istituzioni e le autorità coinvolte. Nel ricorso sono state denunciate le lesioni del diritto fondamentale alla protezione dei dati personali di cui all’art. 2 della Costituzione e all’art. 8, § 1 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e all’ art. 16, § 1 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, in relazione al Regolamento europeo 2016/679”.

Il Consiglio Direttivo dell’Associazione ha deliberato la presentazione del ricorso dopo  incessanti perorazioni presso tutte le sedi deputate alla valutazione della normativa sulla fatturazione elettronica e relativa regolamentazione, che diverrà obbligatoria tra tutti i soggetti economici e privati dal 1 gennaio 2019.

Già dal 2017 ANC ha evidenziato tutte le storture, le anomalie e i rischi che il sistema comporta, che sono alla base delle motivazioni contenute nel ricorso e che necessitano pertanto di una valutazione urgente da parte della Giustizia ordinaria.

ANC nel mese di ottobre ha promosso un’azione presso il Garante per la Privacy e presso l’Autorità Garante per la concorrenza, segnalando il grave rischio che la normativa sulla fatturazione elettronica, consentendo la raccolta massiva di informazioni commerciali, possa mettere in pericolo la sicurezza di un intero sistema economico.

Alla segnalazione dell’ANC è seguito il provvedimento del Garante per la privacy nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, la quale è stata avvertita e alla quale è stato ingiunto di far conoscere all’Autorità stessa le iniziative assunte per rendere il trattamento dei dati conforme alla normativa vigente. Non sappiamo, ad oggi, se l’Agenzia, abbia dato seguito e in quale modo al provvedimento del Garante.

Nel mese di novembre è seguita un’interrogazione parlamentare, alla quale il Sottosegretario al Ministero delle Finanze Villarosa non ha dato una risposta minimamente soddisfacente e sono state inoltrate tre distinte richieste urgenti di incontro alle massime autorità del Governo, nelle persone del Presidente del Consiglio Conte e dei Vicepresidenti Di Maio e Salvini, richieste che sono rimaste inascoltate.

Sono stati altresì respinti gli emendamenti al decreto fiscale che proponevano la modifica alla normativa sulla fatturazione elettronica. Le motivazioni, stando alle dichiarazioni del Ministro Tria e del Vicepresidente del Consiglio Salvini, sono da attribuire a mere esigenze di cassa.

 “È giunto quindi il momento” dichiara ancora Cuchel “inascoltati tutti i nostri avvertimenti, di affidarsi alla Giustizia, affinché siano ripristinate le regole che il diritto impone”.          

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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