Decreto semplificazioni: Approvato dal Senato passa alla Camera dei deputati

30/01/2019

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L'Assemblea del Senato ha approvato ieri il disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, recante disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione. Il testo nella nuova versione con gli emendamenti approvati passa alla Camera.

Mentre la maggior parte degli emendamenti approvati dalle Commissioni riunite 1a ed 8 a sono stati dichiarati improponibili, l’Aula ha approvato i seguenti emendamenti:

  • 1.34 (testo 3) che ripristina l'Ires agevolata per il terzo settore;
  • 1.44 (testo 3), che estende ai professionisti che vantano crediti nei confronti della pubblica amministrazione l'accesso alla sezione speciale del fondo di garanzia;
  • 1.0.500 (testo 2) riguardante l'allargamento dei termini per la nuova rottamazione delle cartelle esattoriali;
  • 2.1000
  • 3.23 (testo 2)
  • 3.47 (testo 2) sui dati del fascicolo aziendale acquisiti dal sistema informativo agricolo nazionale;
  • 3.500 che definisce inique le clausole che prevedono termini di pagamento per le piccole imprese superiori ai 60 giorni;
  • 3.0.1 (testo 4) che prevede altre misure di sburocratizzazione per le imprese;
  • 3.0.8 sul certificato di agibilità dei lavoratori dello spettacolo;
  • 3.0.700 (testo 2) sull'indicazione nell'etichettatura del luogo di origine dei prodotti alimentari;
  • 3.0.136 (testo 3) che prevede semplificazioni per le zone economiche speciali e le zone logistiche semplificate;
  • 4.3 (testo 3) che modifica l'articolo 560 del codice di procedura civile, prevedendo che il debitore e il suo nucleo familiare conservano il bene pignorato fino al trasferimento dell'immobile;
  • 4.0.1000 che stanzia 10 milioni per il 2019 in favore dei familiari delle vittime e superstiti del disastro di Rigopiano;
  • 6.3 (testo 3) che istituisce il Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti;
  • 8.100 riguardante le risorse dell'Agenzia digitale;
  • 8.0.3 relativo alla tecnologia basata su registri distribuiti e smart contract;
  • 8.500 che dal 2020 trasferisce i compiti del commissario per l'Agenda digitale al Presidente del Consiglio;
  • 8.0.500 (testo corretto) che reca misure di semplificazione per l'innovazione e la banda ultralarga;
  • 9.0.500 (testo 2) riguardante semplificazioni in materia di personale del Servizio sanitario nazionale e di fatturazione elettronica per gli operatori sanitari;
  • 10.0.1000 recante misure urgenti per il servizio di noleggio con conducente, con il subemendamento 10.0.1000/600;
  • 11.17 (testo 4) riguardante l'assunzione degli allievi agenti della Polizia di Stato, e gli emendamenti delle Commissioni riunite;
  • 11.0.43 (testo 4), che prevede un piano per la transizione energetica sostenibile e sospende i permessi di prospezione o ricerca degli idrocarburi liquidi;
  • 11.0.95 (testo 3) che prevede il passaggio alle Regioni delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche, con il subemendamento 11.0.95 (testo 3)/600;
  • 11.0.172 (testo 3) recante disposizioni urgenti in materia di enti del terzo settore;
  • 11.0.500 (testo 4) recante misure di semplificazione in materia contabile per gli enti locali (incremento del fondo Imu-Tasi per i comuni);
  • 11.0.600 (testo 2) che dispone forme di assistenza e agevolazione per gli orfani del disastro di Rigopiano;
  • 11.0.1000 riguardante l'interpretazione autentica di una norma sui consigli degli ordini circondariali degli avvocati.

L’articolo 5 del provvedimento che riguarda le “Norme in materia di semplificazione e accelerazione delle procedure negli appalti pubblici sotto soglia comunitariaè rimasto nella versione originaria senza alcun emendamento ed è semplice notare come l’unico articolo che avrebbe potuto essere integrato ed emendato senza incorrere in perplessità del Quirinale e senza alcun problema di improponibilità e di inammissibilità di cui all’articolo 97 del Regolamento del Senato sarebbe stato proprio l’articolo 5 che avrebbe potuto contenere quelle modifiche al Codice dei contratti ritenute da più parti necessarie ed urgenti; ma così non è stato perché nella trattazione in commisisone tutti gli emandamenti all’articolo 5 presentati dalla maggioranza sono stati ritirati mentre quelli presentati dalle opposizioni sono stati respinti anche in riferimento alla dichiarazione del Senatore Patuanelli che nel corso della seduta n. 8 del 21 gennaio 2019 delle due commissioni riunite (1a ed 8 a) ha dichiarato “che è intenzione del Governo e delle forze politiche di maggioranza procedere al varo di una legge delega relativa alla revisione del codice dei contratti pubblici. Parallelamente, si procederà al varo di un disegno di legge volto, nelle more della riforma generale della disciplina, a introdurre nell'ordinamento le disposizioni più urgenti, al fine di venire incontro alle numerose ed impellenti esigenze rappresentate dagli operatori economici”. Il Governo, quindi, a distanza di 8 mesi dall’insediamento e dopo tanti annunci (leggi articolo) sembra che abbia deciso di intraprendere due strade paralle che speriamo siano convergenti e che sono quelle di un primo disegno di legge per le disposizionioì più urgenti e di un disegno di legge delega relativo alla revisone del Codice dei contratti.

Ricordiamo, per ultimo che l'emendamento 3.0.81 (testo 3) sulla disciplina del DURC e l'estensione a 24 mesi del termine per regolarizzare i contributi è stato trasformato in un ordine del giorno.

In allegato il file con gli emendamenti approvati.

A cura di Redazione LavoriPubblici.it

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